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Guerra Iran Usa, Teheran rifiuta il piano di Trump: tensione altissima su Hormuz

Redazione
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Guerra Iran Usa, Teheran rifiuta il piano di Trump: tensione altissima su Hormuz
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Iran Usa e Stretto di Hormuz tensione altissima tra Trump e Teheran

Teheran risponde al piano americano ma resta il nodo nucleare mentre cresce l’allarme nel Golfo Persico

La crisi tra Iran e Stati Uniti entra in una fase estremamente delicata. Teheran ha risposto ufficialmente alla proposta americana per fermare il conflitto in Medio Oriente, ma secondo indiscrezioni non avrebbe accettato alcun impegno preliminare sul proprio programma nucleare. Sul tavolo resta invece la questione strategica dello Stretto di Hormuz, punto cruciale per il commercio mondiale di petrolio e gas.

Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump ha definito “totalmente inaccettabile” la replica iraniana, aumentando ulteriormente la tensione diplomatica. Nelle ultime ore si sono moltiplicati episodi militari e minacce reciproche nel Golfo Persico, con droni intercettati, navi colpite e avvertimenti rivolti a Gran Bretagna e Francia.

Iran e Usa lontani dall’accordo sul nucleare

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Iran avrebbe inviato agli Stati Uniti una lunga risposta articolata in diversi punti. Teheran sarebbe pronta a discutere una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, ma senza accettare condizioni immediate sul programma nucleare e sulle scorte di uranio arricchito.

La posizione iraniana resta chiara: prima bisogna fermare le ostilità nella regione, poi affrontare il dossier nucleare. I media iraniani parlano apertamente di rifiuto del piano statunitense, giudicato troppo sbilanciato a favore delle richieste di Washington.

Secondo la televisione di Stato iraniana, il documento inviato agli Usa ribadisce:

  • la richiesta di fine delle sanzioni;
  • il rilascio dei beni iraniani congelati;
  • il riconoscimento della sovranità iraniana su Hormuz;
  • eventuali risarcimenti di guerra.

Trump attacca Teheran: “Non riderete più”

Durissima la reazione di Donald Trump, che sul suo social Truth ha definito “totalmente inaccettabile” la risposta iraniana.

Il presidente americano ha accusato Teheran di prendere in giro gli Stati Uniti da decenni, tornando anche ad attaccare le amministrazioni Obama e Biden per la gestione dei rapporti con l’Iran.

Le dichiarazioni del tycoon arrivano mentre Washington continua ad attendere segnali concreti da Teheran sulla possibilità di un cessate il fuoco stabile e su un futuro accordo diplomatico.

Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz resta il centro della crisi internazionale. Attraverso questo passaggio marittimo transita una parte enorme del petrolio mondiale, motivo per cui ogni minaccia nella zona provoca forte preoccupazione nei mercati internazionali.

Nelle ultime ore:

  • il Qatar ha avvertito l’Iran di non “strumentalizzare” Hormuz;
  • Londra e Parigi hanno annunciato una riunione dei ministri della Difesa sulla sicurezza marittima;
  • l’Iran ha minacciato una “risposta immediata” contro eventuali navi militari occidentali presenti nell’area.

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che solo la Repubblica Islamica può garantire la sicurezza dello stretto.

Navi colpite e droni intercettati nel Golfo

La giornata è stata segnata anche da diversi episodi militari che confermano la fragilità della situazione.

Nave colpita vicino al Qatar

Una nave mercantile è stata colpita da un drone nelle acque territoriali del Qatar, nei pressi del porto di Mesaieed. Secondo Doha, l’incendio sviluppatosi a bordo è stato rapidamente contenuto e non ci sarebbero vittime.

Anche l’agenzia marittima britannica Ukmto aveva segnalato in precedenza una nave colpita da un “proiettile non identificato” al largo di Doha.

Emirati e Kuwait intercettano droni

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato due droni lanciati dall’Iran. Poche ore prima anche il Kuwait aveva confermato la presenza di “droni ostili” nel proprio spazio aereo.

La situazione alimenta i timori di un possibile allargamento del conflitto in tutta l’area del Golfo Persico.

Pezeshkian: “Negoziare non significa arrendersi”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha cercato di rafforzare il fronte interno, dichiarando che l’Iran “non si piegherà mai al nemico”.

Secondo il leader iraniano, aprire un dialogo diplomatico non significa arrendersi, ma difendere gli interessi nazionali del Paese.

Teheran continua quindi a mantenere una linea dura, pur lasciando aperti canali diplomatici attraverso mediatori regionali come il Pakistan e il Qatar.

Francia e Regno Unito preparano una riunione sulla sicurezza di Hormuz

Parigi e Londra copresiederanno una riunione dei ministri della Difesa dedicata proprio alla sicurezza nello Stretto di Hormuz.

La decisione arriva dopo le nuove minacce iraniane contro le navi occidentali e dopo l’invio di unità militari britanniche nella regione.

L’obiettivo europeo è evitare un’escalation militare che potrebbe avere conseguenze devastanti per i mercati energetici e per la stabilità del Medio Oriente.

Libano e Medio Oriente ancora sotto pressione

Mentre Usa e Iran trattano indirettamente, continuano anche i raid israeliani in Libano. Secondo i media locali, un attacco avrebbe provocato almeno sette morti, tra cui tre bambini.

Il quadro regionale resta quindi estremamente instabile, con più fronti aperti contemporaneamente:

  • tensione Iran-Usa;
  • crisi nello Stretto di Hormuz;
  • operazioni israeliane in Libano;
  • presenza militare occidentale nel Golfo.

Scenario internazionale sempre più delicato

La risposta iraniana alla proposta americana non ha prodotto l’effetto sperato dalla Casa Bianca. Washington pretende garanzie immediate sul nucleare, mentre Teheran insiste sulla fine delle ostilità e sulla rimozione delle sanzioni.

Nel frattempo, il rischio di incidenti militari nello Stretto di Hormuz continua ad aumentare. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se prevarrà la strada diplomatica oppure una nuova escalation nel Medio Oriente.


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