Interviste

Intervista a Michela Zanarella. La violenza è un male universale

19 MARZO 2016 - Michela Zanarella, autrice di “Tragicamente rosso” (ARTeMUSE Editrice), torna in libreria con un volume particolare, composto da ben quarantadue poesie e un monologo teatrale. Dario Amadei, che ha curato la prima prefazione, l’ha definito un’opera in sei cantiche (Rosso donna, Rosso Shoah, Rosso mondo, Rosso natura, Rosso follia, Rosso guerra) con monologo teatrale finale. L’autrice, nata a Cittadella (PD) e residente a Roma, collabora con la redazione di Periodico Italiano Magazine, e dirige la collana poesia ARTeMUSE di David and Matthaus Edizioni letterarie.  [MORE]

“Tragicamente rosso” è la sua undicesima pubblicazione e in questa intervista ci racconta che cosa l’ha spinta a realizzare un nuovo progetto editoriale dalle tematiche non facili da affrontare. Si parla di violenza di genere, ma non solo.

Una raccolta di poesie contro la violenza e un monologo teatrale, perché “Tragicamente rosso”?
Il progetto parte da un testo teatrale “Tragicamente rosso” che ho scritto circa due anni fa e con cui siamo ancora in scena nei teatri italiani. E’ un monologo che racconta la violenza di genere, il dramma di una donna condannata a morte dalla sua stessa famiglia. E’ tratto da una storia vera e devo ringraziare chi lo interpreta, l’attrice Chiara Pavoni, che è entrata perfettamente nella parte, oltre al regista Giuseppe Lorin, che mi ha anche aiutato nella scrittura del testo. Siamo riusciti a portarlo in diverse città italiane e l’idea di pubblicare il monologo insieme a una raccolta di poesie che affrontassero non solo la violenza di genere, ma la violenza provocata dalla guerra, dall’inquinamento, dal dramma della Shoah, dalla psiche umana, dal mondo, mi ha portato a dividere il lavoro in sei sezioni. E’ stato un percorso non semplice, perché in ogni argomento ho cercato di non cadere nell’ovvietà, dando una mia personale visione in poesia. E’ un libro di denuncia contro il male che dilaga nella società e questa sofferenza, questo dolore non risparmiano nessuno. La poesia diventa un urlo a cuore aperto per non cedere all’indifferenza.

Il libro si apre con la poesia “Tragicamente rosso” tradotta in diverse lingue, che significato ha questa scelta?
E’ una scelta mirata e consapevole, diciamo che tradurre il testo in spagnolo, inglese, romeno e hindi, vuole mettere in evidenza come la violenza sia universale. La violenza purtroppo è sempre attuale, non ha confini e arriva ovunque. Devo ringraziare i traduttori che mi hanno sostenuto in questo, a partire da Leanne Hoppe per l’inglese, Daniel Dragomirescu per il romeno, Ana Caliyuri per lo spagnolo, Naina Makkar e Usha Anup per l’hindi.

Rosso Shoah, lo sterminio di milioni di ebrei, come sei riuscita a scrivere di questo dramma?
Mi sono avvicinata alla tematica ristudiando quel periodo storico, lo sterminio nazista provocò più di quindici milioni di morti, volevo capire il perché di tanta violenza, solo approfondendo alcune situazioni del passato sono riuscita a tracciare sulla carta sensazioni e percezioni. Non è per niente facile, ma la poesia serve anche a questo, a scuotere con le parole, ad arrivare dritti al punto.

Rosso follia, che cosa rappresenta per te?
Ti rispondo con il pensiero che ho inserito nel libro di Lauren Simonutti, a cui ho dedicato dei versi, partendo da uno dei suoi scatti fotografici. "A volte la differenza tra vivere e morire è solo un battito. A volte la differenza tra vivere e morire è solo un sospiro"...."La pazzia spoglia le cose al loro nucleo e in cambio offre la possibilità occasionale di vedere cose che non ci sono. Il problema della pazzia è che si sente arrivare, ma quando dici alla gente che pensi che stai impazzendo nessuno ti crede"

Qualche anticipazione dei tuoi progetti futuri?

Mi dedicherò alla promozione del libro, spero di riuscire a presentarlo non solo a Roma, ma anche in altre città. Continuerò a scrivere, sto già lavorando a dei progetti editoriali con altri autori, quest’anno sarà ricco di collaborazioni. Proseguirò con lo studio, per quanto riguarda il giornalismo, e mi auguro di riuscire a realizzare tanti eventi non solo letterari con la mia associazione “Le Ragunanze”.