Roma, 11 AGOSTO 2011. – “No a interventi che guardino alle pensioni, ai redditi del lavoro dipendente, alla sanità e all'assistenza - se la manovra colpirà i soliti noti ci mobiliteremo per cambiarla”. Il Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso ha così reagito alle previsioni secondo cui l’esecutivo sarebbe pronto a ristrutturare la manovra di 48 miliardi di euro con decreto legge entro il prossimo 18 agosto.[MORE]
Per il Segretario della CISL Bonanni invece, se “le borse danno un segnale preoccupante e l'Italia è quella che sta peggio - la mobilitazione generale però non serve per salvarla”. Secondo il Presidente di Confidustria Emma Mercegaglia, occorre procedere rapidamente con riforme che liberalizzino il mercato e le professioni senza agire però con la patrimoniale.
La crisi finanziaria che sta investendo il sistema economico americano e europeo, e in particolar modo quello italiano, sembra porre quindi la stessa questione di sempre: a chi prendere e come prendere i soldi per salvare le risicate casse dello Stato.
Tra le possibili soluzioni, la Lega, con Bossi, ha già posto il suo veto contro il blocco delle pensioni per inibire ogni intenzione del Governo di procedere in tal senso. D’altro canto, anche la tassazione dei redditi più alti, e anche in momenti di emergenza, incontra molte resistenze. Il Governo Berlusconi resta quindi fermo alla volontà di riforma degli art. 41 e 81 della Costituzione, per favorire l’iniziativa economica e costituzionalizzare il vincolo del pareggio di bilancio.
Nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dall’Unità d’Italia e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita costantemente alla coesione nazionale, la crisi che grava sul Paese e sulla storia degli italiani di oggi sembra così partire da lontano, con tante soluzioni possibili, ma nessuna condivisa eppure molte a portata di mano.
SAVERIO CARISTO