La macchina burocratica chiude tre negozi al giorno

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TORINO, 27 OTTOBRE 2011-Tasse, burocrazia, consumi delle famiglie ai minimi. Il settore del commercio sta pagando uno dei conti più salati della crisi, che somma il suo effetto depressivo a quello delle lungaggini burocratiche e a un regime di tassa­zione che le associazioni di ca­tegoria non esitano più a defini­re insostenibile. [MORE]

Dal 2008, in Italia, ogni giorno hanno chiuso 180 negozi, ha denunciato ieri Confcommercio.

A Torino la si­tuazione è un pò meno dram­matica rispetto alla media na­zionale, ma il fatto di non in­dossare la maglia nera è una magra consolazione: sotto la Mole - dicono dalla sede della Confcommercio regionale - nel 2010 hanno chiuso i battenti 619 negozi della piccola distri­buzione.

Nei primi nove mesi del 2011 sono 922 e l'incremento è pari a un terzo. I negozi che non riapriranno più le serrande in Piemonte hanno già rag­giunto le 1.475 unità.

La media è di tre negozi che ogni giorno a Torino chiudono per non riaprire più la mattina successi­va.
 

Gian Luca Cossari

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Scritto da Gian Luca Cossari

Giornalista di InfoOggi

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