Libia, elezioni entro otto mesi

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SIRTE, 22 OTTOBRE 2011 - Uno spettro si aggira per la Libia: il fantasma di Gheddafi. Ora che l'ex dittatore è stato eliminato, il Cnt è l'unico candidato valido in grado di guidare il paese attraverso una lunga e difficile fase di transizione verso la Democrazia. Se non sarà semplice estirpare la malerba cresciuta in 42 anni di dittatura, ancor più complicato risulterà impedire che il seme dell'oppressione germogli nuovamente sotto nuove spoglie.[MORE]

Da qualche ora, infatti, voci sulla presunta fuga del figlio dell'ex rais Saif al-Islam rimbalzano da una pagina all'altra del Web. Dato per catturato, poi ferito e infine ucciso, ora fonti del Cnt ammettono che l'ultimo Gheddafi potrebbe essere fuggito due giorni fa da Sirte a bordo di un convoglio blindato che lo avrebbe scortato verso il Sud. L'alto valore simbolico della fuga nel deserto ha fatto si che la tribù Qhadafia, in cui i Gheddafi affondano le proprie radici, eleggesse Saif al-Islam come erede del defunto padre e riconoscesse in lui la figura di successivo leader della Libia. Il nuovo Mosè sarebbe dunque incaricato di "liberare la Libia dai ribelli della Nato", come dichiarano i capi tribù in un intervista al quotidiano arabo al-Sharq al-Awsat.

Abdul Majid Mlegta, comandante militare del Cnt, si mostra preoccupato all'idea che l'unico erede del dittatore possa fungere da collante tra le forze pro-Gheddafi ancora sparpagliate per il paese.
L'ipotesi è suggellata dalle prime dichiarazioni giunte dalla tribù, i cui esponenti hanno reso noto di essersi congiunti con gli uomini rimasti fedeli a Gheddafi e di aver votato contro il riconoscimento del Consiglio nazionale transitorio alla guida del paese.

Giallo anche sull'avvistamento in Niger dell'ex capo dei servizi segreti di Gheddafi Abdallah al Senussi, dato per morto durante l'ultimo massiccio raid Nato dell'altro ieri. Si infittisce così il mistero che avvolge il regno del terrore di Gheddafi e mentre fiumi di gente sfilano di fronte alle celle frigorifere in cui sono conservati i corpi dell'ex rais e del figlio Mo'tassim, il Cnt prepara il testo da leggere domani sera di fronte alla Nazione per ufficializzare la liberazione della Libia.

A pronunciare il discorso ci penserà il presidente del Cnt, Mustafa Abdul Jalil. Da domani si apre così un nuovo capitolo nella storia del Paese. Consumata da oltre 40 anni di dittatura selvaggia, lacerata da conflitti etnici e deturpata dal tappeto di fuoco che negli ultimi otto mesi gli è piovuto addosso dal cielo, la Libia può finalmente ricominciare da capo.

Il primo passo nel cammino verso la Democrazia, afferma il leader del Cnt, consiste nel formare entro un mese un governo transitorio con sede a Tripoli. Il Comitato si è posto poi l'obiettivo di fissare in un massimo di 8 mesi le prime elezioni per dare forma al nuovo congresso nazionale libico con il compito di redigere una Costituzione e formare un governo ad interim che rimarrà in carica fino alle prime elezioni presidenziali.

Il Primo ministro del Cnt, Mahmud Jibril, pone l'accento sul problema dei conflitti interni che lacerano il Paese e ribadisce che "bisogna avviare un processo di riconciliazione. In caso contrario non possiamo fare nulla”. Queste le parole pronunciate dal ministro nelle sue ultime ore da Premier, che coglie l'occasione per lanciare un messaggio sulle ricchezze naturali del Paese e afferma che "la nuova Libia dovrà dotarsi di regole sulla concessione di appalti petroliferi e non deve affidarsi a scelte politiche. Avviso il nuovo governo che le regole economiche dovrebbero essere 'la regola'. E' molto pericoloso avere contratti politici".

Testa alta e sguardo rivolto al futuro, dunque. Così la Libia si lascia alle spalle un periodo oscuro e si prepara a farsi portavoce di una difficile eredità. E mentre l'Occidente accoglie con l'acquolina alla bocca la liberazione dell'ex colonia italiana, la popolazione libica continua a raccogliere i cocci del proprio passato senza più guardarsi indietro.

Riccardo Marcucci

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Scritto da Riccardo Marcucci

Giornalista di InfoOggi

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