Lupara bianca a Canosa di Puglia: due arresti per omicidio e occultamento del cadavere
Un nuovo capitolo nella vicenda di lupara bianca che da oltre cinque anni tiene banco nel Barese. All'alba del 22 ottobre 2026, gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, ritenuti responsabili dell'omicidio volontario aggravato e della soppressione del cadavere di un 41enne canosino, sparito nel pomeriggio del 27 agosto 2021.
Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, rappresenta il risultato di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura e condotta da un pool composto dalle Squadre Mobili di Bari e della BAT, dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (SISCO) e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Canosa di Puglia.
La ricostruzione dell'omicidio e della lupara bianca
Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima sarebbe stata attirata in una vera e propria trappola dai due indagati, un 45enne e un 38enne entrambi originari di Canosa e con precedenti penali legati alla criminalità locale. I due, dopo aver concordato un appuntamento con il 41enne con la scusa di discutere alcune questioni, si sarebbero allontanati insieme a lui in auto per poi ucciderlo con un colpo di pistola e far sparire il corpo, dando così vita all'ennesimo caso di lupara bianca.
Le prove e il contesto mafioso
Le attività info-investigative, supportate da intercettazioni telefoniche, dall'analisi del traffico telefonico e dalla visione di numerosi filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza acquisiti nell'immediatezza dei fatti, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'evento delittuoso e di identificare i presunti autori materiali. Gli inquirenti hanno inoltre acclarato che si è trattato di un piano minuziosamente ideato e dettagliatamente organizzato, per il quale sono state ritenute sussistenti anche le modalità mafiose. Questo non solo in ragione del profilo criminale dei due indagati, ma anche in relazione al contesto criminale in cui è avvenuto l'omicidio, caratterizzato da una pervasiva presenza di organizzazioni di stampo mafioso, e per la valenza intimidatoria del delitto, che ha rappresentato un monito per la collettività.
L'esecuzione della misura cautelare
Nella mattinata odierna, ai due indagati è stato notificato il provvedimento del GIP richiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia. Uno dei due era già ristretto in carcere per altra causa, mentre l'altro è stato rintracciato dai poliziotti. Per entrambi è stata disposta la custodia in carcere.
L'inchiesta, che ha preso avvio dalla scomparsa del 41enne, si è sviluppata attraverso un lavoro certosino di analisi e incrocio dei dati, dimostrando ancora una volta l'importanza delle attività investigative integrate e dell'utilizzo delle moderne tecnologie per far luce su delitti efferati e garantire giustizia alle vittime e ai loro familiari.
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