Mediazione interculturale in Calabria al via l'elenco regionale degli operatori
Mediazione interculturale in Calabria nasce l’elenco regionale per valorizzare gli operatori
Approvate le linee guida per riconoscere formazione ed esperienza dei mediatori e facilitare la ricerca di professionisti qualificati nei servizi pubblici
La Regione Calabria istituisce il primo Elenco regionale dei mediatori interculturali, con l’obiettivo di valorizzare le competenze degli operatori e migliorare il collegamento tra cittadini stranieri, istituzioni e servizi territoriali.
Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto, della quale fa parte anche l’assessore Antonio Montuoro, titolare di deleghe che comprendono valorizzazione del capitale umano e innovazione nel lavoro pubblico, legalità e sicurezza, valorizzazione dei beni confiscati, cooperazione internazionale e ambiente. www.regione.calabria.it
La proposta relativa all’Elenco e alle Linee guida operative è stata presentata dall’assessore al Welfare e all’Inclusione sociale Pasqualina Straface e dall’assessore al Lavoro e alla Formazione Giovanni Calabrese. L’atto, firmato da Roberto Occhiuto, punta a dare un riferimento organizzato a un settore essenziale per i percorsi di inclusione.
Un elenco pubblico per facilitare l’incontro tra operatori e istituzioni
Il nuovo Elenco regionale dei mediatori interculturali risponde a una doppia esigenza: riconoscere la preparazione dei professionisti e aiutare gli enti a individuare figure qualificate.
Scuole, aziende sanitarie, tribunali, Prefetture, Procure e Centri per l’Impiego devono confrontarsi con bisogni linguistici e culturali differenti. Un riferimento pubblico può agevolare la ricerca delle competenze necessarie, favorendo un incontro più trasparente tra domanda e offerta di lavoro.
Per gli operatori, l’Elenco rappresenta uno strumento di riconoscimento e visibilità professionale. L’accesso agli incarichi resterà legato alle esigenze dei servizi e alle procedure attivate dagli enti interessati.
Cosa fa il mediatore interculturale
La mediazione interculturale facilita la comunicazione tra persone con lingue, abitudini e riferimenti culturali diversi. Il suo valore non si esaurisce nella traduzione: comprende anche l’orientamento ai servizi e il sostegno alla comprensione reciproca.
A scuola, il mediatore può agevolare il dialogo tra famiglie e personale educativo. Nei servizi sanitari può contribuire alla comprensione delle informazioni e delle procedure di accesso. Nei percorsi di accoglienza aiuta a costruire un rapporto più chiaro tra cittadini stranieri, operatori e amministrazioni.
Un’attenzione particolare riguarda i minori stranieri non accompagnati, per i quali la comprensione linguistica e la continuità delle relazioni costituiscono elementi importanti del percorso di inclusione.
Straface e Calabrese collegano welfare lavoro e formazione
Per Pasqualina Straface, l’istituzione dell’Elenco intende dare riconoscimento a professionisti che svolgono una funzione di raccordo tra comunità e istituzioni. La finalità è favorire un’inclusione fondata sull’accesso ai servizi, sulla conoscenza dei diritti e sulla consapevolezza dei doveri civici.
Il lavoro condiviso con Giovanni Calabrese mette in relazione le politiche sociali con quelle del lavoro e della formazione professionale. Definire criteri comuni e valorizzare le competenze acquisite significa offrire agli enti strumenti più chiari per individuare gli operatori e sostenere la qualità degli interventi.
Il provvedimento affronta inoltre una criticità emersa nelle interlocuzioni con il Terzo Settore: molti mediatori hanno maturato esperienza nei servizi di prima e seconda accoglienza attraverso rapporti lavorativi discontinui, mentre diverse amministrazioni incontrano difficoltà nel reperire professionalità con requisiti riconoscibili.
Requisiti di accesso tra titoli competenze linguistiche ed esperienza
Le Linee guida operative disciplinano l’iscrizione considerando sia i percorsi accademici e la formazione regionale sia l’esperienza acquisita sul campo.
Tra le condizioni indicate rientrano la regolarità del soggiorno, i requisiti relativi all’assenza di condanne penali e la conoscenza certificata della lingua italiana e delle lingue veicolari utilizzate nell’attività di mediazione.
Sono previsti anche meccanismi di aggiornamento periodico, finalizzati a mantenere adeguati livelli di preparazione e qualità professionale.
Per verificare i titoli ammessi, la documentazione necessaria e le modalità di presentazione delle domande, gli interessati dovranno fare riferimento alle disposizioni operative pubblicate dalla Regione.
Consultazione online e aggiornamento semestrale
L’Elenco dei mediatori interculturali della Calabria sarà pubblico e consultabile sul portale web regionale, con aggiornamento semestrale.
La consultazione consentirà agli enti interessati di disporre di un riferimento comune per la ricerca di operatori qualificati. La pubblicità dell’Elenco potrà inoltre rendere più visibili le competenze riconosciute secondo i criteri regionali, sostenendo la trasparenza nei rapporti tra professionisti e amministrazioni.
Gestione affidata ai dipartimenti regionali senza costi aggiuntivi
Le procedure di iscrizione saranno curate dal Dipartimento per l’inclusione sociale, la sussidiarietà e il welfare di comunità, in raccordo con il Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive, competente per le politiche della formazione.
Il provvedimento non comporta costi aggiuntivi per le casse pubbliche, perché valorizza le risorse già disponibili nell’amministrazione.
L’atto diverrà efficace con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria e sul portale istituzionale. Attraverso questi canali, operatori, cittadini ed enti potranno consultare la documentazione completa e conoscere le indicazioni per l’attuazione dell’Elenco.
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