ROMA, 14 NOVEMBRE 2011 – Sta prendendo l’avvio il nuovo governo e Monti è accolto favorevolmente sia dai mercati sia dall’Ue. Per il Professore non bisogna perdere tempo, infatti, ha già iniziato a mettere in atto le misure per la crescita e a stilare il suo programma per risanare il bilancio italiano con una manovra da 25 miliardi.[MORE]
Dall’incontro con Mario Draghi, presidente della Bce, è emersa la necessità di agire subito: la speculazione è in agguato. Per di più, il presidente Ue, Van Rompuy, e quello della Commissione, Barroso, hanno annunciato che Bruxelles continuerà la sua missione di monitoraggio sull’attuazione delle misure volte a risanare i conti pubblici italiani.
Ecco perché nell’agenda economica di Monti è previsto il ricorso a una manovra correttiva da almeno 25 miliardi da compiersi entro l’anno. Tutto nasce dal fatto che l’Ue, per colpa della mancata crescita, ha prospettato per l’Italia un percorso deficit-Pil più alto di quello immaginato dall’ex governo, fino a prevedere un rapporto dell’1,2% nel 2013 al posto del pareggio (circa 18 miliardi).
Al quadro si aggiunge la maggior spesa per interessi dovuta agli sconquassi dei mercati: 10 miliardi sarebbero già acquisiti. Monti punta comunque a una "due diligence" sui conti, da realizzare con l'aiuto degli esperti della Banca d'Italia e del Tesoro.
Si prevede una seconda misura: l’introduzione della patrimoniale e/o la reintroduzione di un’imposta sulla prima casa. Non sarà reintrodotto solo l’Ici, ma si attuerà il “modello francese”, in altre parole una “tassa sull’abitazione” che comprende il canone tv e il balzello per la spazzatura.
Non potrà mancare un pacchetto anti-evasione basato sulla tracciabilità dei pagamenti, a partire da somme contenute (200-300 euro).
Su questioni come lavoro e previdenza, Monti vorrebbe riunire le parti sociali per discuterne. Gli obiettivi che si auspica di raggiungere sono: l’alzamento della soglia per la pensione di vecchiaia, l’adozione del metodo contributivo e l’abolizione delle pensioni di anzianità.
Inoltre sono previste liberalizzazioni, privatizzazioni, dismissioni, tagli ai costi della politica e ai privilegi e la sburocratizzazione della pubblica amministrazione.
Infine, Monti si dice convinto che la crescita non si fa prendendo a prestito denaro, e quindi passando per aiuti esterni, ma si ottiene rimuovendo le cause che la ostacolano.
Gaia Seregni
(In foto: Monti, fonte: vastoweb.com)