Polizia scientifica in mostra a Caserta: un viaggio tra scienza e indagini

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Un viaggio affascinante nel mondo delle scienze forensi e delle indagini scientifiche è quello proposto dalla mostra La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia scientifica, inaugurata questa mattina presso l'Aulario del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli, a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.

L'iniziativa, promossa dalla Polizia di Stato e ideata dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Lombardia, resterà aperta al pubblico fino al 22 ottobre, offrendo un'opportunità unica per comprendere l'evoluzione delle tecniche investigative e il ruolo cruciale della Polizia Scientifica nella risoluzione dei casi criminali.

Un percorso espositivo multimediale e interattivo

La mostra si sviluppa come un percorso multimediale articolato in sette ambienti, ognuno contraddistinto da un colore e dedicato a una specifica disciplina forense. La narrazione è affidata alla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, che guida i visitatori attraverso testi, immagini, video e oggetti interattivi, svelando i principi scientifici e i metodi di lavoro che caratterizzano questo comparto specialistico.

L'esposizione ripercorre la storia della Polizia Scientifica dalle sue origini nel 1903, quando il medico legale Salvatore Ottolenghi istituì la prima scuola di Polizia Scientifica, fino alle più avanzate tecniche investigative dei giorni nostri. Attraverso un racconto trasversale, vengono illustrate le trasformazioni e i successi di oltre 120 anni di attività, con testimonianze esclusive di chi ha operato sulla scena del crimine e ha condotto indagini forensi.

Le sette stanze della mostra

Il percorso espositivo si snoda attraverso sette ambienti tematici, ciascuno dedicato a un aspetto specifico delle scienze forensi:

  • Le origini: dedicata alla nascita della prima scuola di Polizia Scientifica e al primo sistema di fotosegnalamento, noto come "gemelle Ellero".
  • L'impronta digitale: approfondisce l'identificazione dattiloscopica, con cartellini fotodattiloscopici storici e un'impronta digitale riprodotta in 3D.
  • Le riprese video in Ordine pubblico: illustra l'importanza della documentazione video nei contesti di ordine pubblico e polizia giudiziaria.
  • La scena del crimine: spiega le procedure del sopralluogo di polizia scientifica e le tecniche di raccolta delle tracce.
  • L'analisi delle tracce: esplora le metodiche laboratoriali della genetica forense, l'evidenziazione delle impronte, l'analisi balistica e chimica.
  • Le altre attività d'indagine: mostra l'impiego di tecnologie emergenti e intelligenza artificiale in ambiti come il falso documentale, l'analisi grafica, fonica e digitale.
  • La ricostruzione 3D: illustra le tecniche di acquisizione dello stato dei luoghi e la ricostruzione virtuale della scena del crimine, con esempi come il caso Aldo Moro.

Un incontro tra formazione accademica e indagine scientifica

La tappa di Caserta assume un significato particolare per la sede scelta: la mostra entra negli spazi universitari del Dipartimento di Giurisprudenza, creando un punto di incontro tra formazione accademica, diritto, scienza e attività investigativa. Un luogo dove lo studio della prova e del suo valore nel procedimento giudiziario si intreccia con il lavoro di chi quella prova è chiamato a cercarla e documentarla sul campo.

L'esposizione, visitabile negli orari di apertura e chiusura dell'Aulario fino al 22 ottobre, rappresenta un'occasione imperdibile per studenti, professionisti e appassionati di scienze forensi per immergersi nell'operato degli esperti della Polizia Scientifica e comprendere l'importanza della scienza al servizio della giustizia.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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