Roma, 19 maggio 2011- Un brevissimo consiglio dei ministri tenuto in mattinata presso Palazzo Chigi ha inaugurato la nuova fase politica successiva alle elezioni amministrative di domenica e lunedì. Al centro dell’interesse dell’opinione pubblica vi è il chiarimento tra Berlusconi e Bossi sulle prossime prospettive politiche del Governo. I due leader hanno scelto i toni bassi e. aderendo a una scelta strategica subito dichiarata dalla Lega, abbandonano gli strali della polemica contro l’avversario politico, strategia che non ha pagato elettoralmente al primo turno.[MORE]E se l’uomo di Gemonio si è fatto scappare con i giornalisti all’uscita dell’incontro con Berlusconi frasi colorite circa il rischio che Milano con Pisapia si trasformerebbe in una zingaropoli, il presidente del Consiglio ha rinunciato ad utilizzare la consueta conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri per caratterizzare mediaticamente l'azione di governo. Si attendono ancora , pertanto, dichiarazioni ufficiali del leader del Pdl, che ha lasciato ai maggiorenti del suo partito il compito di fare l’analisi politica del voto.
La exit-strategy dal voto amministrativo va delineandosi seguendo un sentiero molto stretto che prevede il rilancio del tavolo delle riforme istituzionali da un lato e quelle sulla giustizia dall’altro. Per il momento l’autocritica che i vertici del partito azzurro stanno rivolgendo alle modalità troppo aggressive con cui si è condotta la campagna per le amministrative si sta traducendo in un provvisorio accantonamento delle questioni legate alla giustizia (dalla prescrizione breve al disegno di legge sulle intercettazioni, fino alla riforma cpostituzionale della magistratura). Si ravviva, invece, il tavolo delle riforme istituzionali, con particolare riferimento al completamento del disegno dei decreti attuativi del federalismo fiscale. Non a caso, nell’odierno Consiglio dei Ministri sono state approvate alcune decisioni circa l’istituzione della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica incaricata di vigilare sui meccanismi di premialità e sanzione dei comportamenti di spesa ed entrata degli enti territoriali- il mancato raggiungimento dell’intesa con gli enti locali circa obbliga il governo ad investire le camere del compito di approvare il relativo decreto- e sul decreto legislativo che disciplina gli interventi speciali e le risorse aggiuntive rispetto a quelle attribuite agli enti territoriali in via ordinaria in base alla capacità fiscale per cittadino e alle risorse della perequazione (il decreto legislativo è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri). Questo ultimo decreto è molto importante perché riordina il sistema delle politiche di coesione interregionale e riorienta il Fas, ora definito Fondo per lo sviluppo e la coesione, verso effettivi obiettivi di riallineamento territoriale.
I provvedimenti del Consiglio dei Ministri, assieme alla dichiarazioni di oggi del ministro dell’economia Giulio Tremonti sulla necessità di rivedere il meccanismo della riscossione dei debiti fiscali e tributari dei cittadini in modo da alleggerire il peso sulle famiglie e piccole imprese del carico economico, mettono in asse l’azione di governo verso dimensioni pragmatiche e riformistiche. Quanto è necessario al Paese per non perdere i timidi segnali di ripresa economica che, pure, le agenzie economiche rilevano. Le voci circa la prossima nomina di Tremonti come vice-premier confermano la nuova strategia del governo a cui uno stranamente dimesso Berlusconi aderisce.
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