Interviste

Soltanto, il busker milanese, si racconta ad Infooggi

CATANZARO, 17 GIUGNO 2013 - Ancora qualche giorno e Soltanto solcherà le strade della nostra Calabria per incantare il cuore caldo di quanti lo attendono. Intanto su Facebook nasce l'hashtag #soltantoincalabria mediante il quale condividere richieste, attese, emozioni, foto di quello che sarà il tour. Un’attesa condivisa anche dal giovane busker che per la prima volta entrerà in terra calabrese. Passerà per le strade di Tiriolo, Catanzaro, Lamezia Terme, Amantea e Soverato, per arricchire ed arricchirsi di emozioni, condivisioni ed esperienze. La sua arte è fatta di sguardi, sorrisi, sensazioni, in cui ciò che veramente conta è “confrontarsi con la vita, condividersi al massimo”. È per questo motivo che Soltanto ha voluto anticipare e “condividere” qualcosa di ciò che egli è in un’intervista esclusiva rilasciata ad Infooggi. Non ci resta, dunque, che conoscere meglio il giovane busker milanese:

Chi è Soltanto? il suo passato ed il suo presente…

Soltanto è un ragazzo che ama viaggiare, vivere di incontri e suonare per le strade del mondo.
Un ragazzo che, al cercare a tutti i costi di essere un super-eroe per diventare felice, ha risposto cercando di opporre meno resistenza possibile alla propria natura. Soltanto se stesso.
Tre anni fa, dopo una laurea in Scienze Politiche, mi sono licenziato per attraversare l'Europa in autostop con la mia chitarra, e da allora non mi sono più fermato :)

Cos’è che spinge un ragazzo di 25 anni, con una laurea in mano e un lavoro, a lasciare tutto e scegliere di seguire un sogno?

Bisognerebbe chiedersi cosa spinge un ragazzo a dedicare la propria vita a un lavoro che non ama, che non lo arricchisce spiritualmente e che non gli permettere di coltivare le proprie passioni :)
Il punto, credo, è andare il più a fondo possibile nel dialogo con se stessi, capire cosa ci fa sentire vivi, cosa ci fa alzare dal letto col sorriso a prescindere da ciò che succede intorno... perché una volta che lo capisci davvero poi non puoi più fare finta e allora fare il primo passo verso la vita che vuoi (nel mio caso lasciare tutto e partire) diventa la cosa più semplice del mondo.

Qual è stato il momento in cui, durante la tua strada, hai avuto paura? E il momento in cui hai capito che questa è veramente la tua strada, il tuo viaggio?

Momenti di paura ce ne sono stati tanti, soprattutto all'inizio del mio percorso. Spesso mi chiedevo “sto davvero inseguendo un sogno o sto semplicemente perdendo un sacco di tempo dietro a una chitarra, qualche spicciolo e queste strade sconosciute d'Europa?”.
Ma la paura fa bene, fa parte di noi, siamo esseri umani. Bisogna avere paura, perché ci aiuta a trovare più coraggio.
Uno dei momenti più grigi del mio percorso fu a Lione, in Francia.
Era una di quelle giornate in cui il tarlo batteva sempre più forte e così decisi di andare a suonare in strada proprio per provare a liberarmi di quei demoni.
Quel giorno, mentre cantavo “please please please let me get what I want” degli Smiths, una bambina mi si fermò davanti e finita la canzone si avvicinò con mamma e fratellini per farmi una domanda: “posso abbracciarti?”.
In quel momento il tempo si fermò, e capii che non avrei mai smesso di suonare in strada, perché solo grazie a ciò ero in grado di poter condividere i miei stati d'animo, nei giorni di sole e in quelli di pioggia.
Quel giorno trovai le ali, e cominciai a volare.

Cosa ti manca della tua “vecchia vita” e invece cos’è che in questa “nuova vita” stai ancora cercando?

Non mi manca nulla della mia vecchia vita sai?
La stabilità che ho conquistato oggi, seppure viva la maggior parte dell'anno in viaggio, non è minimamente comparabile a quella che avevo allora, seppure vivessi in un mondo più “sicuro”, almeno apparentemente.

Qual è la città che, tra le tante visitate, ti porti dentro per un motivo particolare?

Lione, in Francia. Lì ho capito davvero cosa significa per me suonare in strada. Condividere vita, passione, energia. Mettermi a nudo e invitare gli altri a fare lo stesso.

A cosa pensi quando, ai bordi di una strada, di fronte a centinaia di persone che ti ascoltano, stai per iniziare a suonare la prima canzone del tuo spettacolo?

Quando suono in strada mi isolo, mi chiudo nel mio mondo.
Se fossi completamente cosciente di ciò che succede, del pubblico che ho di fronte... probabilmente non ce la farei...
Ecco perché ogni volta che comincio uno spettacolo in strada mi concentro esclusivamente su ciò che succede dietro il microfono, e non davanti.
Penso alle emozioni che provo nel suonare le canzoni, nient'altro.

Chi è il tuo pubblico migliore?

Il mio pubblico migliore sono i bambini, nei loro occhi, in qualsiasi angolo di strada, vedo la sincerità, la purezza del giudizio.
Se si fermano loro ad ascoltarmi, vuol dire che sono ancora sulla strada giusta.

Sei mai stato in Calabria?

No, mai, e sono emozionatissimo all'idea di mettermi in gioco in una regione completamente nuova per me.

“Camminare con quel contadino, che forse fa la stessa mia strada, parlare dell'uva, parlare del vino che ancora è un lusso per lui che lo fa”. E’ il verso di una canzone di Rino Gaetano. Che valore ha per Soltanto la “strada” e la “condivisione”?

Credo che niente al mondo conti di più quanto questi due elementi.
In strada c'è la vita, dal bimbo di 6 mesi alla nonnina di 90 anni. Dal clochard al manager di successo. E' come la morte, uguale per tutti.
Suonare in strada, vivere la strada, per me, significa proprio questo: confrontarsi con la vita, condividersi al massimo.
E' un'esperienza che consiglierei a chiunque.

Lascia un saluto ai lettori Calabresi.
Ciao ragazzi, non vedo l'ora di incontrarvi e condividere con voi momenti preziosi. [MORE]