Statale 106 tra Catanzaro e Reggio, quattro tracciati per il nuovo collegamento

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La relazione conclusiva del dibattito pubblico ricostruisce le osservazioni raccolte sul progetto. Le alternative in esame variano per percorso, caratteristiche tecniche, costi e tempi di realizzazione.

Un confronto sul futuro della Statale 106

Prosegue l’iter per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della Statale 106 Jonica nel tratto tra Catanzaro e Reggio Calabria. La presentazione della relazione finale del dibattito pubblico, prevista per giovedì 22 ottobre, segna la conclusione della fase di confronto con i territori interessati.

Il documento riassume gli incontri organizzati a Catanzaro, Locri e Reggio Calabria e gli approfondimenti online dedicati ai tre tronchi del percorso. Durante le consultazioni sono stati affrontati temi come trasporti, costi e benefici, ricadute socioeconomiche, tutela dell’ambiente e del paesaggio, patrimonio archeologico e procedure amministrative.

Il confronto ha permesso di raccogliere osservazioni e contributi locali sulle quattro alternative progettuali. La relazione conclude questa fase partecipativa, ma non coincide con l’approvazione definitiva di un tracciato.

Perché è previsto un nuovo collegamento

L’intervento mira a ridurre i tempi di percorrenza e a migliorare la sicurezza stradale lungo un’arteria che attraversa numerosi centri abitati e aree collinari. Secondo i dati riportati nella documentazione progettuale, circa il 28% del tracciato attuale presenta un limite di velocità di 50 chilometri orari, anche per la presenza di attraversamenti urbani e di un percorso caratterizzato da curve e dislivelli.

La nuova infrastruttura è inserita nel Contratto di Programma tra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il progetto considera un territorio in cui oltre la metà dei residenti delle province di Catanzaro e Reggio Calabria vive in comuni potenzialmente interessati dagli interventi.

Le quattro alternative progettuali

Le ipotesi esaminate si distinguono soprattutto per il tracciato, la sezione stradale e il livello di investimento. Costi e tempi indicati sono stime progettuali e possono variare nelle successive fasi di approfondimento.

Alternativa 1, la soluzione pedemontana

Il percorso si sviluppa nell’entroterra per 140,8 chilometri, con quattro corsie e 27 svincoli. La proposta prevede gallerie per circa il 41% del tracciato e viadotti per il 25%.

L’investimento stimato è di 12,62 miliardi di euro, con una durata dei lavori calcolata in circa 27 anni. È l’ipotesi più articolata dal punto di vista delle opere e quella con il costo complessivo più elevato tra le quattro.

Alternativa 2, il tracciato costiero a quattro corsie

Questa soluzione segue un percorso costiero di 144,4 chilometri, interamente a quattro corsie, con 33 svincoli. Il costo previsto è di 9,80 miliardi di euro e i tempi di realizzazione sono stimati in circa 20 anni.

Alternativa 3, la soluzione costiera mista

L’alternativa mantiene lo sviluppo di 144,4 chilometri, ma combina tratti a quattro corsie con sezioni di categoria C, predisposte per un eventuale raddoppio. La spesa stimata scende a 7,99 miliardi di euro e i lavori potrebbero durare circa 16 anni.

Nelle valutazioni economiche presentate, questa ipotesi registra un Valore attuale netto positivo, indicatore che segnala un esito favorevole dell’analisi costi-benefici secondo le previsioni considerate.

Alternativa 4, quattro corsie nei collegamenti principali

È la proposta con il costo e la durata stimati più contenuti: 6,89 miliardi di euro e circa 14 anni di lavori. Le quattro corsie sarebbero previste soprattutto nei collegamenti di accesso ai capoluoghi di Catanzaro e Reggio Calabria, mentre per altre tratte si adotterebbero sezioni più ridotte, con possibilità di ampliamento.

Anche questa ipotesi presenta un Valore attuale netto positivo nelle valutazioni indicate.

Cosa succede dopo il dibattito pubblico

Terminato il confronto, sarà necessario valutare i contributi raccolti e individuare l’eventuale alternativa preferenziale. Il progetto potrà poi essere articolato in lotti funzionali, così da programmare gli interventi per fasi e definire le priorità di realizzazione.

Il passaggio successivo comprenderà la progettazione di fattibilità tecnico-economica e la Valutazione di impatto ambientale. In queste fasi saranno approfonditi aspetti tecnici, economici e ambientali, insieme alle possibili ricadute sui comuni attraversati.

Un’opera ancora da definire

Le quattro proposte mostrano un equilibrio diverso tra estensione delle opere, standard stradali, investimenti e tempi. La scelta dovrà tenere conto non soltanto dei costi, ma anche della sicurezza, dell’impatto sul territorio, dell’efficacia dei collegamenti e della possibilità di realizzare l’infrastruttura per lotti.

La relazione finale restituisce quindi il quadro del confronto svolto. La definizione del tracciato e delle caratteristiche dell’opera dipenderà dai successivi approfondimenti progettuali e dalle valutazioni previste nell’iter.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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