Terremoto nel Tirreno Meridionale: scossa di magnitudo 3.8 registrata in mare
Scossa sismica rilevata dall’INGV nel pomeriggio del 16 marzo 2026
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.8 è stata registrata nel Tirreno Meridionale, al largo delle coste italiane, nella serata di lunedì 16 marzo 2026. L’evento sismico è stato rilevato dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l’ente che monitora costantemente l’attività sismica sul territorio nazionale e nelle aree marine circostanti.
Il terremoto è avvenuto alle ore 18:29:29 (ora italiana) e ha interessato un’area del Mar Tirreno meridionale, una zona caratterizzata da una significativa attività geodinamica legata ai movimenti delle placche tettoniche nel Mediterraneo.
Dati tecnici del terremoto registrato nel Tirreno
Secondo le prime analisi effettuate dall’INGV, il sisma presenta le seguenti caratteristiche principali:
• Magnitudo locale (ML): 3.8
• Data: 16 marzo 2026
• Ora italiana: 18:29:29
• Ora UTC: 17:29:29
• Area epicentrale: Tirreno Meridionale (mare)
• Coordinate geografiche: latitudine 38.7827, longitudine 14.7568
• Profondità dell’ipocentro: 298 chilometri
La profondità particolarmente elevata dell’evento sismico indica che si tratta di un terremoto profondo, fenomeno che generalmente comporta una minore percezione in superficie, soprattutto nelle zone costiere più vicine.
Perché avvengono terremoti nel Tirreno Meridionale
L’area del Tirreno Meridionale è una delle zone più interessanti dal punto di vista geologico del Mediterraneo. Qui si verificano spesso movimenti sismici profondi legati alla complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica.
In particolare, sotto il bacino tirrenico è presente un processo di subduzione, ovvero lo sprofondamento di una porzione di crosta terrestre sotto un’altra. Questo fenomeno genera terremoti anche a centinaia di chilometri di profondità, come nel caso della scossa registrata il 16 marzo 2026.
Aggiornamenti e possibili revisioni dei dati
Come avviene per tutti gli eventi sismici monitorati dall’INGV, i dati diffusi immediatamente dopo la scossa rappresentano una prima stima basata sulle informazioni disponibili al momento.
Le coordinate ipocentrali e il valore della magnitudo potrebbero quindi subire lievi variazioni nel caso in cui nuove analisi o ulteriori rilevazioni strumentali forniscano dati più precisi.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua infatti a monitorare costantemente la situazione attraverso la rete di stazioni sismiche distribuite sul territorio italiano e nelle aree marine circostanti.
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