Truffa del finto poliziotto ad Agrigento: arrestato un giovane

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La Polizia di Stato di Agrigento ha arrestato un giovane residente in provincia di Benevento, ritenuto responsabile di una truffa aggravata ai danni di un anziano. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il reato contestato è quello di truffa del finto appartenente alle Forze dell'Ordine, una tecnica sempre più diffusa che sfrutta la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

La dinamica della truffa

Secondo la ricostruzione degli investigatori, lo scorso 30 aprile la vittima, un anziano di Agrigento, è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è qualificato come Ispettore della Polizia di Stato. Il truffatore, utilizzando un numero apparentemente riconducibile a un'utenza in uso alla Polizia, ha prospettato alla vittima un tentativo di truffa ai suoi danni da parte di presunti funzionari bancari infedeli. Sfruttando l'autorevolezza della carica e la preoccupazione suscitata, il malvivente è riuscito a convincere l'anziano a effettuare un bonifico bancario di 29.500 euro, con la scusa di collaborare a un'attività investigativa per arrestare i responsabili.

Le indagini e il ruolo della Squadra Mobile

La Sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione della Squadra Mobile di Agrigento, grazie ad accurati accertamenti bancari e all'acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, ha ricostruito il percorso del denaro. La somma è confluita su una carta di pagamento intestata all'indagato, che ha poi effettuato numerosi prelievi presso sei uffici postali del territorio napoletano. Ciò ha permesso di raccogliere un quadro gravemente indiziario a carico del giovane, in concorso con un altro soggetto non ancora destinatario di misura restrittiva.

Misure cautelari e presunzione di innocenza

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento ha emesso l'ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini sono ancora in corso e la responsabilità penale dell'arrestato non è accertata in via definitiva. L'episodio richiama l'attenzione sulla necessità di prestare attenzione alle telefonate sospette e di verificare sempre l'identità degli interlocutori, soprattutto quando vengono richieste somme di denaro.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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