Vertenza Nestlè-Perugina, stabilimento di San Sisto

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PERUGIA, 27 AGOSTO 2015 – La situazione dello stabilimento Nestlè-Perugina di San ...

PERUGIA, 27 AGOSTO 2015 – La situazione dello stabilimento Nestlè-Perugina di San Sisto, simbolo dell’intera regione Umbria, diventa sempre più delicata e incerta, all’ombra del calo dei volumi e del rischio di un forte ridimensionamento aziendale, a un anno dalla firma del contratto di solidarietà (che ha scongiurato, nell’immediato l’esubero di personale) tra Nestlé e sindacati.

Sempre più sul piede di guerra sindacati ed Rsu, specie dopo le assemblee infiammate dello scorso lunedì 24 agosto: sulla scia di quanto accaduto per le acciaierie Ast di Terni, rivendicano l’impegno da parte delle istituzioni regionali e locali, nonché dei parlamentari umbri, affinché il ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) inizi ad occuparsi della vertenza alla stregua delle grandi crisi nazionali.

Per il segretario di Uila Uil Perugia Daniele Marcaccioli, «Uniti aumentano le possibilità di trovare la miglior soluzione alla vertenza Nestlè». «Non v’è dubbio – osserva Marcaccioli – che insieme si è più forti, ma questa volta ci vorrà di più. L’unione di intenti, mostrata durante le assemblee con i lavoratori della Nestlé Perugina dalle tre categorie Fai, Flai e Uila regionali e dalla Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) di stabilimento, dovrà avere il supporto di tutti i lavoratori e contemporaneamente l’appoggio delle confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil, delle segreterie nazionali di categoria, delle istituzioni, a iniziare dalla presidente della Regione Umbria, delle forze politiche, del Ministero dello sviluppo economico, della città di Perugia e di un’informazione stampata e televisiva puntuale e precisa».

Secondo il deputato del Pd Walter Verini, «È necessario ed urgente – ha commentato – raccogliere l’allarme e l’appello lanciato dai lavoratori della Nestlé-Perugina e dai sindacati, per scongiurare il rischio, molto forte, di un ridimensionamento produttivo e occupazionale dell’azienda e per mettere in piedi, al più presto, un tavolo nazionale che porti la multinazionale a scoprire le carte, a prendere impegni seri per il futuro dello stabilimento di Perugia-San Sisto», che «riguarda oltre mille lavoratori e le loro famiglie, già penalizzati dalla riduzione degli stipendi».

Da parte sua la Regione, attraverso una nota, rende noto che «A seguito di numerosi incontri ed interlocuzioni, anche informali, avvenuti nei mesi scorsi, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha formalizzato il 3 agosto 2015 al Ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, la richiesta di incontro sui temi del consolidamento e sviluppo dello stabilimento Nestlè Perugina di San Sisto».
«Nel corso di un recente colloquio, d'intesa con il sindaco di Perugia Andrea Romizi, si è inoltre convenuto – si legge ancora nella nota di Palazzo Donini – di procedere all'incontro con i vertici della multinazionale in sede ministeriale e, a seguire, alla immediata convocazione del tavolo regionale con tutti i soggetti interessati».

AGGIORNAMENTO ORE 18: Manca ancora una data ufficiale, ma è lo stesso MiSE ad annunciare che «la situazione dello stabilimento Nestlè Perugina di San Sisto» figura «fra gli argomenti al centro dell'incontro istituzionale promosso dal Ministero dello sviluppo economico con la multinazionale Nestlè per esaminare le prospettive produttive del Gruppo in Italia», come si apprende da una nuova nota di Palazzo Donini.
 

Domenico Carelli

(Foto: perugiaonline.net)

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