Estero

Violento assalto antisemita in Daghestan: 60 Arresti, feriti e tensioni con Israele

Sottotitolo: Decine coinvolte nell'attacco con bandiere palestinesi, l'Ucraina condanna la cultura dell'odio russa verso altre nazioni.

Sessanta persone sospettate di aver partecipato all'assalto antisemita di ieri in un aeroporto del Daghestan sono state arrestate.

Lo riportano le autorità russe, specificando che nove agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri.

"Sono stati identificati più di 150 partecipanti attivi ai disordini e sessanta di loro sono stati arrestati", ha dichiarato in un comunicato il servizio stampa del Ministero degli Interni russo precisando che due agenti sono stati ricoverati in ospedale. Negli incidenti più di 20 persone sono rimaste ferite, tra civili e poliziotti. Il Ministero della Sanità locale, riporta la Tass, ha riferito che dieci persone sono ricoverate in ospedale, di cui due in condizioni critiche, mentre altre dieci persone con ferite lievi hanno ricevuto cure mediche ambulatoriali.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha parlato di "video spaventosi da Makhachkala", sottolineando che quanto accaduto in Daghestan "non è un incidente isolato, ma piuttosto fa parte della diffusa cultura russa di odio verso le altre nazioni. Nell'ultimo anno il ministro degli Esteri russo ha espresso una serie di dichiarazioni antisemite, e anche il presidente russo ha fatto insulti antisemiti", ha aggiunto Zelensky.

L'incidente arriva in un momento di particolare tensione tra la Russia e lo Stato ebraico per la guerra a Gaza. Nei giorni scorsi una delegazione di Hamas si è recata a Mosca per colloqui e oggi il ministero degli Esteri a Gerusalemme ha convocato l'ambasciatore russo in Israele Anatoly Viktorov per protestare, sottolineando tra l'altro di considerare "grave la mancanza di una condanna chiara da parte di Mosca dell'organizzazione terroristica Hamas e il comportamento della Russia negli organismi internazionali".