Come Dio ci parla oggi
Alle domande di oggi rispondono i sacerdoti don Michele Fontana, giornalista e docente di Dottrina Sociale all’Istituto Teologico Pio XI di Reggio Calabria, ed il già conosciuto don Francesco Brancaccio, docente presso l’Istituto Teologico “Redemptoris Custos” di Cosenza.
D. "Premessa: io non frequento la Chiesa questo non vuol dire che sia contraria, mi sono posta sempre questa domanda perché Dio ha creato l'uomo e a cosa gli poteva servire?” Luisa Monatti
R. Carissima Luisa, per rispondere alla domanda che tu poni dovremmo penetrare nel pensiero stesso di Dio e coglierne le motivazioni del suo agire e del suo operare. Noi, tuttavia, siamo solo piccole creature dinanzi a Lui, per cui non potremo mai immaginare di apprendere il suo pensiero e comprendere il suo agire da soli, senza che egli ce li sveli.
La Parola di Dio, inoltre, più che rivelare perché l'uomo è stato creato, mostra per cosa è stato creato: per condividere la vita e la santità di Dio.
Dio in sé è perfettissimo, per cui non ha bisogno di altri; eppure per una imperscrutabile sua decisione ha creato l'uomo e lo ha collocato in un posto unico all'interno di tutta la creazione, facendolo a sua immagine. Ciò significa che tra tutte le creature visibili, lui soltanto è capace di conoscere e di amare il proprio Creatore; lui soltanto è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell'amore, la vita di Dio. Essendo a immagine di Dio, inoltre, l'individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone.
A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità!
Sac. Michele Fontana
D. "La mia domanda è: in passato Dio ha parlato al suo popolo per mezzo dei profeti. Oggi Dio come ci parla? Ho tanto bisogno di saperlo perché voglio ascoltarlo."Marialuisa da Bologna (tramite mail)
R. Leggiamo nella Lettera agli Ebrei: «Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo» (Eb 1,1-2).
E il Vangelo di Giovanni completa: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità (…) Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1,14.17-18).
Gesù Cristo, Verbo di Dio fatto uomo, è la Parola definitiva di Dio agli uomini. Tutti coloro che erano venuti primi di Lui, erano persone inviate da Dio; Egli invece è Dio stesso, che viene a rivelare il Padre. La sua umanità, portata nella perfetta comunione con il Padre, rende visibile nelle opere e nelle parole l’amore e la verità di Dio. La rivelazione è definitivamente compiuta, ma ciò non significa che oramai il Signore taccia. La sua Parola non è il ricordo di quanto detto ieri; la sua Parola è rivolta oggi al cuore di chi l’ accoglie, per la conversione e la vita.
Il Signore parla in quanto presente nel suo Corpo che è la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo a tutta la verità (Gv 16,13). La Parola di Cristo risuona nella Chiesa attraverso diversi ministeri: San Paolo ricorda la responsabilità di apostoli, profeti, evangelisti, pastori e maestri (Ef 4,11). Tutti i battezzati sono chiamati alla missione profetica di essere testimoni della Parola di Cristo.
Noi ascoltiamo la Parola di Cristo accogliendo la fede della Chiesa e formandoci in essa. «La fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo» (Rm 10,17). La Parola da ascoltare viene dall’esterno dell’uomo, dalla predicazione del Vangelo affidata alla Chiesa e compiuta in varie forme (omelia, catechesi, teologia, testimonianza, esempio). La verità non proviene soggettivamente dall’intimo di ciascuno.
L’efficacia di attrazione e conversione della Parola ascoltata dipende dall’azione dello Spirito Santo che la rende viva e attuale. Lo Spirito agisce nei cuori che amano Cristo. Un cristiano santo è per questo la presenza più attraente ed efficace della Parola di Dio. E la piena manifestazione della verità è l’amore.
Noi stessi, accogliendo il Vangelo e facendolo fruttificare in noi nella fede e nella conversione, siamo chiamati a diventare a nostra volta, con la forza dello Spirito Santo, nella Chiesa, voce e presenza di Cristo che parla al mondo di oggi.
Sac. Francesco Brancaccio
( Per approfondimenti sul tema della Fede e della Parola si consulti l'articolo La correlazione tra Parola e Fede )
Ognuno può porre i propri dubbi, i propri interrogativi scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica
parolaefede@infooggi.it saranno vari teologi specializzati nelle varie materie a rispondere e pubblicare nel seguente portale le risposte.












è la prima volta che scrivo. ho tante domande sicuramente banali e date dalla mia ignoranza. spesso mi chiedo come mai persone che si dichiarano conoscitori della parola di Dio tramite bibbia vangelo ecc si mostrino poi persone altere , snob e trattano chi non indossa pellicce o abiti firmati con superiorità. .... può sembrare banale questa mia riflessione, ma da questa seppur piccola cosa credo possano poi nascere le grandi cose/liti risse scontri ecc ecc. mi sembra di poter dire che siamo tutti bravi a parlare e a essere gentili se aderiamo a un gruppo es testimoni di geova, a una religione es mussulmani e via discorrendo. mi piace pregare per conto mio non amo le funzioni in chiesa. Spesso mi trovo a pensare e CREDERE che DIO legge nel mio cuore e solo LUI pùò giudicarmi nella mia piena consapevolezza della fallacia umana. Spero di non aver tediato nessuno con questa mia riflessione
A Manuel: Leggi il Vangelo con il desiderio di entrare un poco nel cuore di Cristo, capire come lui pensa, vive in perfetta comunione con il Padre, manifesta il suo amore agli uomini. Leggi anche un brano, una pagina al giorno, invocando nella preghiera lo Spirito Santo, perché ti porti nel cuore di Cristo. E’ chiaro che l’interpretazione del Vangelo non è quella personale, ma è la fede della Chiesa. Allora quando la lettura della Parola di Dio ti suscita qualche domanda o qualche dubbio, confrontati con un sacerdote. Per la nostra parte, anche noi siamo qui a disposizione in questa rubrica. Ciao a tutti
A Nadia: Si può vivere la fede al modo dei farisei, per essere visti e lodati dagli uomini; annullando, eludendo, trascurando il comandamento di Dio per mettere al suo posto la volontà degli uomini. La fede è vissuta con “protagonismo” quando l’uomo prende il posto di Dio e la “forma religiosa” serve per giustificare la propria volontà o l’affermazione di sé. Però c’è anche un “protagonismo positivo” che dobbiamo vivere. E’ il sentirsi responsabili, in modo personale, di ciò che Cristo e la Madre sua hanno a cuore per il bene e la salvezza del mondo. Non siamo recettori passivi dell’opera di Dio. Ognuno, mettendo a frutto i propri doni nella carità, si fa portatore e strumento della grazia, della verità, dell’amore di Dio perché raggiungano ogni uomo. Questo “protagonismo positivo” richiede tanta umiltà e spirito di comunione, per collaborare santamente con tutti nella Chiesa.
A Maddalena: Il povero in spirito è colui che si spoglia anche della sua volontà, per prendere e vivere solo la volontà di Dio come suo unico desiderio, suo unico bene. Nessuna cosa della terra è la sua ricchezza. Il povero in spirito non manca di nulla, perché ha Dio, che è il suo tutto. Il povero in spirito appartiene al Regno dei Cieli, perché è lì il suo cuore e il suo tesoro, mentre vive con amore e responsabilità la sua missione sulla terra. Pregare in silenzio, nel cuore: questa è una condizione essenziale della preghiera, vissuta singolarmente o in forma comunitaria. Il Signore non si ferma alle nostre labbra, ma vede il cuore. La preghiera rivolta a Lui con un cuore che soffre nel nascondimento, senza che gli uomini possano percepire, è sempre accolta al cospetto del Padre.
A Elisabetta: Nel Battesimo ogni cristiano riceve la missione profetica: essere testimone e annunciatore di Cristo verso il mondo che non lo conosce o lo ha dimenticato. “Voi siete la luce del mondo” – dice il Signore. “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5, 14.16). Il cristiano, con la sua parola e le sue opere, è chiamato a manifestare la presenza visibile di Cristo in ogni ambiente di vita, perché il mondo possa riconoscere, seguire e amare il suo Salvatore. Per vivere e testimoniare il Signore, il battezzato deve formarsi nel Vangelo e crescere nella familiarità con la Parola del Signore. La preghiera, la grazia dei Sacramenti, la guida spirituale, la vita nella comunione ecclesiale, sono le condizioni per sostenere questa missione di luce e di salvezza.
A Pierluigi: Gesù dice questa frase quando parla del giudizio finale: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna» (Mt 25,31-46). Gesù si è identificato con i più piccoli, con chi è bisognoso di ogni opera di misericordia e carità, a livello materiale o spirituale. E’ amando Cristo che il discepolo può veramente amare e servire il prossimo, secondo il suo vero bene, anche con costanza e sacrificio. Poiché la carità vissuta sulla terra è rivolta verso Cristo, sarà lui stesso ad accoglierla nell’eternità. La carità vissuta sulla terra è via di accesso nell’amore infinito di Dio nel Regno dei Cieli. Ma è vero anche che chiudere il cuore sulla terra alla carità significa imprigionarsi nella propria rovina eterna.
Ciao carissimi, grazie per le vostre domande. Forse, per potere rispondere a tutti, questo mio “commento” è un po’ lungo, e le singole risposte non possono neanche essere esaustive. Però ognuno può prendere ciò che gli serve, come spunto di chiarificazione. D. Francesco A Barbara: Il ministero della confessione sacramentale e la responsabilità di illuminare le coscienze sono compiti specifici del sacerdote. La confessione sacramentale è direttamente finalizzata alla grazia del perdono dei peccati. Si richiede al fedele che, accusando le proprie colpe, si lasci muovere da un esame di coscienza condotto con rettitudine, da sincero pentimento, dal proposito fermo di fuggire il peccato e crescere nella conversione al Vangelo, ben disposto a seguire le indicazioni che riceverà dal confessore. Il sacramento dona la grazia dell’assoluzione dai peccati indipendentemente dalla santità del sacerdote. Rivolgendosi a un sacerdote come padre spirituale, un fedele fa riferimento a lui in modo da camminare bene con Gesù secondo verità evangelica. Questo aiuto è infatti necessario per poter discernere e seguire la volontà di Dio nella propria vita, combattendo il rischio di interpretarla in modo soggettivo o accomodante. Il sacerdote, davanti alla coscienza del fedele, deve pensarsi come al cospetto di Dio, invocando lo Spirito Santo per poter illuminare quella coscienza nella verità e parlare al suo cuore. Per questo si richiede particolarmente al sacerdote che sia santo: immerso nella luce dello Spirito Santo, potrà discernere, istruire, confortare, infondere pace, sostenere, incoraggiare, orientare la vita del fedele verso il Signore. Non c’è obbligo che il confessore o il padre spirituale sia un sacerdote della tua parrocchia, anche se è consigliabile che, nell’uno e nell’altro caso, sia un sacerdote che possa seguirti stabilmente. Quindi, se ti trovi bene a confrontarti con un sacerdote della tua parrocchia, questo potrebbe essere di aiuto. Se poi vivi una particolare spiritualità in un’associazione o movimento ecclesiale, un sacerdote che conosca questa spiritualità o ne sia assistente potrebbe aiutarti più da vicino nel tuo cammino specifico.
Ho iniziato a leggere il vangelo ho notato che non ė come leggere un libro esiste un metodo di lettura per comprendere meglio? Voglio conosce di piú Gesú datemi gentilmente una risposta grazie Manuel da Brescia
Come e cosa devo fare per evitare di cadere nel protagonismo della fede? Grazie Nadia da Ascoli
Ho due domande, 1" Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 2" Pregare in silenzio come si prega in silenzio - nel mio cuore? Mi associo e una bellissima rubrica Grazie Maddalena da Oristano
Domanda: nel battesimo si diventa profeti cosa devo fare ? Spiegatemi meglio cosa vuol dire grazie ė una cosa bella quello che fate Elisabetta da Cosenza
Ė da poco che leggo il vangelo vorrei comprendere meglio questo - ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Grazie Pierluigi F.
Salve e da un po che vi leggo e voglio anche io porre la mi domanda Sento parlare del padre confessore padre spirituale qulė la differenza? Come scegliere Il padre spirituale e il padre confessore? Deve essere necesariamente della mia parrocchia? Grazie per quta grazia ci date Barbara da Cuneo