Napolitano: "Lega xenofoba e anti-Ue". Il Carroccio: "È un'infamia, procederemo per vie legali"
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Napolitano: "Lega xenofoba e anti-Ue". Il Carroccio: "È un'infamia, procederemo per vie legali"

martedì 24 maggio, 2016

ROMA - A margine di un incontro con gli studenti della Scuola di Politiche, diretta da Enrico Letta, il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito la Lega Nord «xenofoba».
«Come in Austria o in Francia ci sono partiti di destra nati su tematiche tradizionali di destra e ora caratterizzati dall'antieuropeismo, in Italia abbiamo la Lega, la principale espressione di posizioni xenofobe, nazionalistiche e ora anti europeiste», ha detto il presidente.  [MORE]

Le parole di Napolitano hanno immediatamente scatenato la reazione dei leghisti. I capigruppo parlamentari della Lega non hanno infatti gradito l’accusa di xenofobia rivoltagli dal Presidente e minacciano di procedere legalmente contro di lui.
«Giorgio Napolitano ha detto davanti a una platea di giovani che siamo xenofobi. Xenofobia significa paura del diverso, noi non abbiamo paura proprio di nessuno, vogliamo solo difendere la nostra gente, per questo rigettiamo questa infamia. Abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare come procedere contro l'ex presidente della Repubblica. I soldi che ne ricaveremo li daremo in beneficenza ad associazioni che si occupano di anziani bisognosi», hanno detto i presidenti dei gruppi parlamentari della Lega Nord, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga.

«Napolitano dovrebbe essere ricoverato, non sa più quello che dice. Straparla e mi spiace che prenda uno stipendio dello Stato Italiano», così Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Cassano allo Ionio, ha commentato le dichiarazioni del presidente emerito della Repubblica.

Le dichiarazioni di Napolitano

Durante l’incontro con gli studenti Napolitano ha inoltre affermato che un contributo all'integrazione dei Paesi Ue può arrivare «dall'europeizzazione della politica e dei partiti». «Uno dei problemi di fondo - ha spiegato- è che abbiamo integrato molto ma abbiamo lasciato la politica confinata nei confini nazionali, spesso asfittici, con rigurgiti neo-nazionalistici».
«Siamo in una situazione di indebolimento, usura e sconvolgimento dei partiti a lungo dominanti, ed è stata sconvolta la dialettica politica. Questo sconvolgimento - ha proseguito Napolitano - si è verificato anche per la nascita di nuovi partiti anti europeisti, ma questo non è stato vero ovunque. Ci sono stati vecchi partiti della destra che hanno assunto nuovi connotati anti europeisti».

Il Presidente emerito ha infine spiegato che la «profonda crisi della forze tradizionali» non è frutto dell'affermazione dei partiti anti-europeisti; piuttosto il secondo fenomeno è conseguente al primo. Secondo Napolitano per questi partiti tradizionali, legati al socialismo e al Ppe, si registra «un fenomeno di perdita di radici, di rapporti con l'elettorato, fenomeni di immeschinimento della politica di questi partiti mammut».

[foto: rainews.it]

Antonella Sica


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