AIParC Lamezia Terme Aps chiede di rettificare nome del palazzo attribuito ai Blasco in Palazzo Mazza
Per la quinta edizione del concorso Giovanil...Mente ideato da AIParC Lamezia Terme e che quest'anno gode della collaborazione del Rotary Club Lamezia Terme presieduta dall’avvocato Armando Chirumbolo, oltre che dei Comuni che da anni collaborano per il buon esito del progetto ossia i Comuni di Lamezia Terme, Maida, San Pietro a Maida, Curinga, Feroleto, Pianopoli, oltre 600 studenti, (318 delle scuole secondarie superiori e 300 delle inferiori) sono stati invitati a visitare i palazzi storici dei vari Comuni. Tuttavia l’associazione dopo una opportuna ricerca fatta dalla Presidente di Aiparc Lamezia Aps Dora Anna Rocca con la collaborazione dello storico Lucio Leone e dell’editore Massimo Iannicelli, ha voluto far luce su un Palazzo erroneamente chiamato dai lametini Palazzo Blasco. La famiglia Blasco è una famiglia spagnola che si trovava a nicastro nel 700 e poi in seguito al violento terremoto del 1783 si è spostata a Catanzaro. Nel rione San Francesco in via Enrico Colosimo si trova l'orto dei Blasco ('a Ruga 'i Brascu) e molto probabilmente era proprio in questa via il palazzo Blasco che in parte fu distrutto dal violento sisma del 1638. Da opportuna documentazione (si ringrazia lo storico Lucio Leone per questa documentazione ) rileviamo che : “Nel Settecento la famiglia Mazza è una delle quattordici famiglie che fanno parte del 1° ceto e che si arrogano il diritto del governo della città. Il capofamiglia e’ don Giuseppe Mazza (vedi P. Giuliano pp 66 e 67, G. Maruca pp 32 e 33). Nell’Ottocento la famiglia Mazza è ancora una delle più note e potenti (vedi P. Giuliani p. 81). Dunque il palazzo Mazza che erroneamente viene chiamato Blasco è situato attualmente in via Ginnasio rione Belvedere qui c'è l'area ricca di verde attigua chiamata orto dei Mazza ('a Ruga 'i Mazza). Queste notizie sono anche documentate dal censimento del 1851 da cui risulta che il palazzo era abitato in parte dalla famiglia Mazza (tratto da un articolo pubblicato da Ferdinando Tito M. Vescio, attualmente deceduto, discendente dei Blasco su storicittà il 24 Ottobre del 2010 che rettifica un articolo scritto un anno prima sul n 174 di Storicittà da Francesco Raffaele). Ma del palazzo Mazza ne parla anche Pietro Ardito nel libro Spigolature storiche sulla città di Nicastro del 1889 che a pag 155 scrive "e un altro detto Orto di Mazza, a levante del vecchio palazzo di Casa Mazza (nel luogo detto il Belvedere)". Sempre nel censimento del 1851 in via Belvedere viene censita anche la famiglia Stella ma erano solo Don Domenico Stella 42 anni la moglie Donna Carolina Camarda 50 anni, la figlia di 13 anni Isabella e la cameriera vedova di 30 anni furono gli Stella poi ad acquisire il palazzo Mazza. Inoltre è certo che l'anima in ferro battuto posto sul portone di ingresso del palazzo appartiene alla famiglia Stella di Conflenti (viene rappresentato un triangolo rovesciato simbolo massonico). Il vero stemma dei Blasco ha come pezze araldiche un leone e tre stelle si trova in Santa Maria Maggiore (Rione San Francesco). Poi due noti commercianti: Alessandro Cimino originario di Conflenti e Davide Mauro di Scigliano lo acquisirono dalla famiglia Stella e lo ripresero nella forma architettonica attuale. L'edificio divenuto poi di proprietà pubblica ha ospitato le scuole medie: Ardito, Garibaldi, il Regio Ginnasio e altre scuole di ogni ordine e grado. E' stata sede della facoltà di Agraria che dipendeva dall'università di Catanzaro. Nel 2007 il piano terra era stato dato in gestione ai ceramisti che facevano apprendistato. Da pochi mesi è stato dato dal Comune di Lamezia Terme in gestione per essere sede del Culture Med Hub: il nuovo polo culturale promosso dall'International Culture Foundation e dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro tra alta formazione, ricerca e cooperazione euro-mediterranea. La Presidente Dora Anna Rocca ritiene fondamentale fare chiarezza al fine di sensibilizzare le giovani generazioni alla riscoperta del proprio territorio facendo loro acquisire le corrette informazioni storiche su di esso
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