Caffè letterario del Centro Theotokos a Pizzo Calabro

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PIZZO CALABRO (VV) 30 GIUGNO - Splendida serata al bar gelateria Chez-Toi sulla bellissima piaz...

PIZZO CALABRO (VV) 30 GIUGNO - Splendida serata al bar gelateria Chez-Toi sulla bellissima piazzetta di Pizzo dove nella serata del 29 giugno il Centro Studi Theotokos Religiosità Popolare ha registrato un nuovo successo. Si tratta del primo caffè letterario all’aperto che ha visto la partecipazione di un pubblico interessato che ha seguito con attenzione questo interessante incontro. Tema della disquisizione, durante l’assaggio dei prodotti tipici del maestro gelataio, la storia dell’antico porto di Pizzo che riguarda anche da vicino l’espansione nel Sud Italia dell’ordine domenicano. Dopo il saluto di Santina Belvedere che ha voluto promuovere l’evento, la moderatrice Anna Rotundo ha introdotto il tema dell’incontro soffermandosi su Santa Caterina d’Alessandria, protettrice  dell’ordine domenicano. La figura di questa donna sapiente e affascinante ha una sua importanza nell’ambito della più che mai urgente valorizzazione  del ruolo delle donne nella chiesa e nella società oltre che nell'ambito del culto a lei riconosciuto anche a Pizzo dove si trova uno splendido simulacro venerato nella chiesa di San Giorgio. Passando poi la parola a Maria Silvestro Manfrida, dirigente scolastico del liceo Nuovi Orizzonti, la discussione si è spostata sull’aspetto etno-storico relativo all’evoluzione delle aree portuali a partire dalla Magnagrecia. 

Abilmente la Silvestro ha voluto ricordare il sacrificio di Ifigenia e nel contempo la fine di Gioachino Murat a Pizzo leggendo la sua famosa lettera di commiato alla vita e al mondo. Tra un tartufo e una nocciola imbottita è intervenuto Mimmo Pacifico, autore de L’«Antico porto di Pizzo». Pacifico, da pizzitano verace ha sviscerato una serie di situazioni relative all’evoluzione del porto e alla storia della pesca che ha affascinato i presenti. La tonnara, la conservazione del tonno e la divisione dei proventi da parte dei pescatori oltre all’aspetto relativo a partenze a volte rinviate per le condizioni del mare hanno scandito il suo intervento ricco di notizie interessanti. Sulla stessa scia Francesco Crapanzano dell’Università di Messina, applauditissimo, che ha colto con sagace ironia le diatribe tra i vari ordini religiosi insediatisi a Pizzo proprio perché garantiva vantaggi dal punto di vista economico. Dai francescani ai gesuiti, dagli agostiniani ai domenicani, Crapanzano ha posto in risalto quel filo conduttore che unisce gli ordini religiosi nel proposito di convertire e soprattutto di stabilirsi in un determinato posto strategico come Pizzo dove era possibile, in virtù del porto, viaggiare imbarcandosi per la Sicilia e per Napoli.  Dopo vari interventi, le conclusioni sono state affidate a Martino Michele Battaglia, docente di Antropologia Culturale e direttore del Centro studi Theotokos Religiosità Popolare, che ha messo in evidenza coma alcuni documenti storici dimostrano l’importanza di questo conventino domenicano a Pizzo Calabro che nasce come un ospizio per poi diventare a tutti gli effetti convento. Battaglia ha citato al riguardo lo storico del santuario domenicano di Soriano Padre Antonino Barilaro O. P. , che in “Conventi domenicani in Calabria” si rifà al Piò.

A ciò ha aggiunto la silloge documentaria di Ornella Milella sui domenicani in Calabria e alcune notizie riportate nel volume di Alessandra Anselmi dal titolo “La Calabria nel vice regno spagnolo”. La discussione in seguito è proseguita con gli interventi di Alessandra Siclari che ha voluto precisare  il motivo che l’ha spinta a  collaborare per promuover questo evento a cui ne seguiranno altri due a fine luglio. Il pubblico soddisfatto per la riuscita dell’evento è stato congedato con una riflessione del direttore del Centro Theotokos  che si è rifatto a Miguel De Unamuno, rispondendo alla domanda sul perché si fa cultura organizzando questi incontri. Battaglia parafrasando il filosofo spagnolo ha detto che proprio quando gli uomini avranno il coraggio di combattere contro i mulini a vento, solo allora saranno dei veri uomini.

Ricordiamo che il “ Centro Theotokos Studi Religiosità Popolare”, fondato da Martino Michele Battaglia (docente di antropologia culturale presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria) e Anna Rotundo (docente e saggista), è un progetto laico, culturale, internazionale e itinerante, un percorso che si gloria di studiare la profondità e la bellezza della religiosità popolare, con l’apporto di tutte le scienze umane, attraverso la presenza di accademici prestigiosi, e una particolare valorizzazione del protagonismo delle donne. È una costola del Centro Internacional de Estudios sobre Religiosidad Popular: Semana Santa (Università di Valladolid – Spagna), diretto dal prof. Jose’ Luis Alonso Ponga, antropologo museale di fama mondiale. Anna Rotundo, saggista e coordinatrice del Centro Theotokos, si occupa di studi teologici inerenti il ruolo delle donne nella chiesa e nella religiosità popolare. Martino Battaglia, direttore del suddetto Centro Studi, è autore di diversi volumi di filosofia e antropologia.

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