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Caos Regionali Sicilia, errore in moduli candidature

Sicilia

PALERMO, 5 OTTOBRE – Sono stati aperti alle 9 gli uffici elettorali provinciali e quello regionale per il deposito delle liste e dei listini dei candidati a presidente della Regione per le elezioni in Sicilia, in programma il 5 novembre. Sarebbe stato però già registrato un presunto errore nel modulo di accettazione delle candidature, che starebbe creando il caos all’apertura degli uffici elettorali. Nel documento, infatti, sarebbe stata ignorata la legge Severino del 2012 attualmente vigente per regolamentare le situazioni di incandidabilità, mentre sarebbe stata erroneamente citato l’art. 15 comma 1 della precedente legge del 1990, la quale fu però abrogata proprio dal provvedimento normativo che porta il nome dell’ex Ministro del Governo Monti. [MORE]

La denuncia è arrivata da Massimo Costa, Professore all’Università di Palermo e leader del movimento indipendentista “Siciliani Liberi”. Anche quest’ultimo aveva in effetti espresso intenzione di candidare una propria lista nella competizione delle prossime Regionali, nonché un proprio candidato alla Presidenza, l’Avv. Roberto La Rosa di Palermo, storico indipendentista siciliano. Il movimento intende porre grande attenzione sulla cosiddetta “questione finanziaria siciliana”, che considera l’origine dei tanti problemi sociali che gravano oggi sulla Regione, inoltre propone l’istituzione in Sicilia di una “zona economica speciale”, con l’obiettivo di rilanciare investimenti ed occupazione in maniera autonoma, addirittura con l’introduzione di una moneta complementare.

Riguardo la polemica sui moduli di accettazione dei candidati, l’Ufficio Elettorale Regionale ha prontamente risposto al Prof. Costa, affermando la conformità dei documenti rispetto alla legge regionale 29 del 1951, a sua volta tuttora vigente. Tale legge, in effetti, nel disciplinare il sistema elettorale della Regione Siciliana, contiene anche un rinvio alle situazioni di incandidabilità ed incompatibilità elettorale già previste dalla corrispondente legge statale. Pertanto, pur non avendo fatto riferimento nei moduli alla legge Severino, secondo l’ufficio elettorale la norma nazionale si applicherà comunque implicitamente anche alla Regione siciliana, sebbene questa sia a Statuto Speciale, di conseguenza a nulla dovrebbe rilevare l’erroneo riferimento alla previgente legge del 1990.

Resta comunque il timore che la svista possa comportare problemi per alcuni candidati ed avvantaggiarne invece altri, date le differenze tra le norme che si sono succedute sui temi della incandidabilità ed incompatibilità elettorale. Nella vecchia legge, soprattutto, non erano contemplati alcuni reati presi invece in considerazione dalla più restrittiva legge Severino, tra i quali: istigazione alla corruzione, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, interruzione di un servizio pubblico, sottrazione o danneggiamento di beni sottoposti a sequestro penale e traffico di influenze illecite. I candidati si interrogano dunque ora sulla eventuale necessità di presentare una sorta di autocertificazione integrativa, ma l’ufficio elettorale ha fatto sapere che questo problema non dovrà essere risolto all’atto del deposito materiale delle liste e che sarà piuttosto il Tribunale competente a pronunciarsi sulla questione, nell’effettuare il vaglio delle candidature.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: faxonline.it