Cdm in Calabria: Di Maio invocato da piazza, incontra precari

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REGGIO CALABRIA, 18 APRILE - E' stato atteso e reclamato a gran voce Luigi Di Maio dalla gente ...

REGGIO CALABRIA, 18 APRILE - E' stato atteso e reclamato a gran voce Luigi Di Maio dalla gente in piazzaì davanti alla Prefettura di Reggio Calabria, dove oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto d'emergenza per la sanità in Calabria. Un'attesa senza alcun cenno di contestazione, ma di speranza per una possibile soluzione alle loro vicende.

Decine di lavoratori, appartenenti alle più svariate categorie di precari di cui è costellata la galassia del lavoro, soprattutto al Sud lo hanno atteso per sollecitare un suo intervento, un intervento del Governo per porre fine al loro stato di perenne precariato. Di Maio, prima che iniziasse la conferenza stampa finale, è andato ad incontrare i tanti cittadini che lo aspettavano. "Risolveremo tutto, dateci tempo" ha risposto a chi, da più parti, gli ha esposto più volte la situazione che riguarda diverse categorie di lavoratori: i discontinui dei Vigili del fuoco, i tirocinanti di vari Ministeri, i precari Lsu-Lpu che in Calabria sono ancora migliaia e da vent'anni lavorano negli Enti locali con un salario di 800 euro mensili. E poi il Coordinamento dei lavoratori psichiatrici che raggruppa centinaia di lavoratori delle cooperative sociali, quelli che assistono i malati psichiatrici, precari e spesso pagati con insopportabile ritardo dalle Asp. Tutti chiedono lavoro stabile. Sono contro il reddito di cittadinanza.

"Noi qui in Calabria non vogliamo l'elemosina, vogliamo che si facciano investimenti e si crei lavoro", hanno detto a Di Maio. Reddito che altri, nella stessa piazza esaltano, ringraziando il Ministro ed il Movimento 5 Stelle per questa misura. Il Ministro ha ascoltato tutti con pazienza. "Sappiamo bene che dobbiamo risolvere ancora tante questioni - ha risposto e ripetuto a tanti - Nei Decreti che stiamo discutendo cercheremo di inserire le norme che servono per risolvere i vostri problemi". Ad altri ha detto di "scrivere al Ministero". "Ho sempre incontrato tutti, scrivetemi e ci incontriamo a Roma". "Molte sono vertenze - ha detto - che si trascinano da oltre vent'anni, pretendere che in otto mesi, da quando ci siamo insediati, si facesse tutto, mi sembra considerarci  onnipotenti".

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