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Cimino: "FC Catanzaro, costruire una nuova società partendo dai giovani"

Redazione
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Cimino: "FC Catanzaro, costruire una nuova società partendo dai giovani"
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 Riceviamo e pubblichiamo

Testo integrale della dichiarazione rilasciata dal capogruppo di “Nuova Alleanza per Catanzaro” Franco Cimino

“Che strana città! Mi correggo, che strani certi cittadini “importanti”. Quando l’FC Catanzaro stava in difficoltà, questi l’hanno guardata e lasciata morire. Riproposta dalle circostanze a nuova vita, circa quattro anni fa, nessuno le ha dato il soffio vitale necessario. C’è voluto il Comune, appena insediatosi il nuovo sindaco, a fare quelle manovre di salvataggio, non tutte indovinate, che si praticano straordinariamente nei Pronto soccorso. Rianimata, la Società è passata nelle uniche mani che si sono porte davanti ad essa. Mani forestiere, come si dice. [MORE]Deboli, come si scoprirà. Comunque, generose, come non si vuole invece affermare. Con queste forze la squadra ha resistito, raggiungendo negli ultimi due anni traguardi sportivi straordinari. Eventi diversi, non tutti di natura sportiva, le hanno impedito di raggiungere la sospirata promozione. Tuttavia, quando la squadra andava a gonfie vele verso quei traguardi e richiamava passioni antiche e l’attenzione di tutti, quei cittadini “importanti”, convinti di poter monetizzare quelle risorse e quei sentimenti, si sono finalmente fatti vedere. E per la prima volta anche allo stadio. E nelle varie tribune politiche e istituzionali, dove poter propagandare la rinascita dell’antica grande Catanzaro per propri meriti. E, giù da lì, a mostrare da molto lontano lunghe cordate di imprenditori che dopo aver generosamente tanto ricevuto dalla Città, avrebbero finalmente voluto restituire un po’ d’affetto. Risultati: zero. Non v’è stato quel ripescaggio, che pure la Vigor di Lamezia Terme ha raggiunto attraverso una società sana e volenterosa. Non c’è una cordata interna e non una proprietà di qualsivoglia natura. Non si profila all’orizzonte una qualche soluzione che sottragga i colori giallorossi e l’intera città dall’umiliazione in cui si trovano. Loro, tutti spariti. Nessuno parla, se non qualche amministratore che, invece di analizzare proprie colpe e responsabilità, nel mentre piange sulle dure sorti della squadra assolve tutti e a ciascuna assegna un voto positivo in pagella. Se non ci fossero problemi più seri di quelli del calcio, attinenti alle sofferenze reali di famiglie e persone che non sanno dove sbattere la testa, ci sarebbe da scendere in piazza. Tuttavia, restando in quel campo, non si comprende il perché nessuno voglia comprarsi il Catanzaro. Eppure, c’è gente, “buona gente”, che nel nostro territorio compra di tutto. Il Catanzaro no. Costa molto? Assolutamente, no. Anche due milioni di euro sono pochi rispetto a una società che dall’acquisibile Prima divisione potrebbe facilmente lanciarsi nelle serie superiori. Una società che si ripaga da se stessa con il solo parco calciatori, che prima della “fuga” di molti era davvero considerevole. Il clima di sfiducia, prima che di abbandono, che l’ha accompagnata, ha scoraggiato anche acquirenti forestieri, che nel calcio, intelligentemente, investono. Perché redditizio su altri fronti e anche su quello della costituzione di un’area di riserva per le squadre più blasonate. Nel frattempo, di positivo c’è che l’Amministrazione Comunale, nella sua interezza, non ha mai abbandonato la squadra. Addirittura, svenandosi con finanziamenti cospicui, tutto al limite del consentito e del sopportabile. Dalle casse comunali, dalla ragione, dall’interesse politico, dai problemi concreti dei cittadini. Il Catanzaro calcio è ormai diventato un “affaire”, un mistero, dietro il quale troppi silenzi sembrano celare interessi “interessati”, favoriti da certi equilibri politici e da taluni centri di poteri trasversali, che sembrano voler trasformate tutto. Anche il nero con il bianco. E il ferro con l’oro. Finiamola, con questa telenovela. Avremmo tutti potuto evitare questo finale annunciato se si fosse avviato in tempi giusti quell’azionariato popolare, che avrebbe tra l’altro costruito un nuovo modello di Società sportiva e una nuova filosofia del calcio. In una nuova cultura della responsabilità cittadina. Così non è stato. Ora, si lasci a Maurizio Ferrara, iscrizione al campionato garantita, e alle poche persone che lo sostengono , la piena autonomia in un pieno mandato presidenziale, di ripartire agonisticamente da zero. Si punti, senza l’ansia del risultato, sui giovani. Quelli locali e quelli che squadre più blasonate vorranno mandarci per la maturazione calcistica. Si realizzi con le altre società calabresi un rapporto di amicizia collaborativa, che abbatta anche vecchi stupidi steccati e sterili campanilismi. Si vari a settembre una campagna di sostegno popolare che vada dall’azionariato diffuso alla promozione di abbonamenti a prezzi di offerta spontanea. Lungo questa strada, della fantasia, della generosità, della concretezza possibile, ritroveremo il nuovo grande antico Catanzaro dentro una nuova Città solidale”.
 


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