CINZANO RAFFORZA IL LEGAME CON I CONFERITORI STORICI DELL’ASTI
FILIERA CONTROLLATA, QUALITÀ GARANTITA E VISIONE CONDIVISA PER IL FUTURO DELLA DOCG
Canelli, 7 maggio 2026 – L’unione fa la forza della filiera dell’Asti DOCG. Nei giorni scorsi si è tenuto, presso la sala conferenze della Banca di Asti a Canelli, il primo incontro ufficiale tra Francesco Cinzano & C.ia e i conferitori storici delle uve Moscato destinate alla produzione di Asti Cinzano. Un momento di confronto e condivisione che segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione della filiera, fondato su una collaborazione consolidata nel tempo con le aziende agricole del territorio della Denominazione, da cui provengono le uve destinate alla produzione di Asti Cinzano.
L’iniziativa, accolta con favore anche dalla Sindaca di Canelli Roberta Rosa Giovine, ha rappresentato un’occasione significativa per ribadire il valore del territorio, cuore storico della produzione spumantistica piemontese.
“È un segnale importante per il nostro territorio – ha dichiarato la Sindaca di Canelli, Roberta Rosa Giovine – perché valorizza il legame tra una realtà storica come Cinzano e i viticoltori locali, custodi di una tradizione che rende Canelli la città delle bollicine. Iniziative come questa possono rafforzare la filiera e contribuiscono a dare prospettiva al comparto”.
Al centro dell’incontro, il modello Cinzano basato sul controllo diretto della filiera, elemento chiave per garantire qualità e continuità produttiva. Un sistema costruito nel tempo grazie alla collaborazione con circa 170 aziende agricole, molte delle quali legate al marchio da più generazioni.
Un rapporto che si traduce anche in un supporto concreto e continuativo ai viticoltori, dalla consulenza agronomica costante, affidata all’agronomo Gianni Malerba che affianca le aziende nella gestione dei vigneti, nei trattamenti e nella definizione dei tempi di raccolta fino al sostegno operativo garantito dagli uffici Cinzano di Diano d’Alba.
A rafforzare ulteriormente la qualità e l’efficienza della filiera contribuisce il centro di raccolta e pigiatura di Calamandrana, dedicato esclusivamente ai conferitori Cinzano e sviluppato grazie alla partnership strategica con la famiglia Rolando.
All’incontro ha preso parte il Direttore Tecnico di Cinzano Lorenzo Barbero che ha introdotto la nuova proprietà Cinzano, rappresentata da Nuccio Caffo, Amministratore Delegato di Gruppo Caffo 1915.
Nel corso del suo intervento è stato presentato il profilo di Gruppo Caffo, realtà con oltre un secolo di storia nel settore delle bevande alcoliche, oggi presente in più di 100 mercati a livello internazionale e protagonista di una crescita costante nel panorama spirits. L’acquisizione di Cinzano rappresenta un passaggio strategico che segna l’ingresso del Gruppo nel mondo del vino, valorizzando un marchio storico fondato nel 1757 e distribuito in più di 100 Paesi.
“Gruppo Caffo è una realtà con oltre un secolo di storia nel settore delle bevande alcoliche e da pochi mesi ha intrapreso questo nuovo percorso con Cinzano – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Sebastiano Caffo –. Si tratta per noi di un ingresso in un nuovo ambito, quello degli spumanti e del vermouth, che abbiamo scelto con convinzione perché rappresentato da un marchio straordinario, con una storia unica e una presenza consolidata a livello internazionale. In un momento complesso per il mercato, crediamo che proprio la forza del brand e il legame con il territorio possano rappresentare le basi per un rilancio solido e duraturo”.
Il progetto industriale ha raccolto un ampio consenso tra i conferitori presenti, aziende a conduzione familiare che hanno riconosciuto nella nuova proprietà una continuità di valori. Particolarmente apprezzata la scelta di confermare integralmente la rete dei conferenti storici, alcuni dei quali legati a Cinzano da due o tre generazioni.
Nel corso della riunione è intervenuto anche Giacomo Pondini, Direttore Generale del Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti, che ha illustrato l’andamento del mercato evidenziando come la Russia si confermi primo mercato di riferimento con oltre 14 milioni di bottiglie esportate nel 2025, mentre si registrano contrazioni negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei come Germania e Polonia.
Uno scenario che richiede uno sforzo condiviso per rilanciare la DOCG, anche attraverso nuove progettualità e occasioni di consumo. In questa direzione si inserisce il prossimo lancio dell’Asti Rosé DOCG, già in programma per Cinzano nei prossimi mesi, insieme a un rafforzamento del posizionamento del prodotto in ambiti come l’aperitivo e la mixology.
Un’evoluzione coerente con le tendenze del bere contemporaneo, sempre più orientate verso il no e low alcohol. In questo contesto, Asti Cinzano, sia nella versione Bianca sia Rosé, si distingue per una caratteristica che appartiene da sempre alla sua identità che consiste in una gradazione alcolica di soli 7 gradi, ottenuta naturalmente, senza ricorrere a processi di dealcolazione, esprimendo, ante litteram, un approccio oggi al centro delle nuove tendenze di consumo.
Con questo incontro, Cinzano riafferma il proprio ruolo all’interno della filiera del Moscato, valorizzando una tradizione costruita nel tempo e proiettandola verso le sfide future con una visione solida, condivisa e profondamente radicata nel territorio.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.