Gianfranco Rosi infiamma Berlino, "Fuocoammare" vince l'Orso d'oro

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Gianfranco Rosi si aggiudica il principale riconoscimento del Festival di Berlino col documenta...

Gianfranco Rosi si aggiudica il principale riconoscimento del Festival di Berlino col documentario che racconta il dramma dei migranti. Lo premia Meryl Streep, commoventi le dediche. Orso d'argento al film Morte a Sarajevo.

Gianfranco Rosi conquista l’Orso d’oro alla 66esima edizione della Berlinale col film Fuocoammare, potente documentario che ricostruisce il fenomeno migratorio nei recenti risvolti che hanno investito l’Europa. Accanto alla presidente di giuria Meryl Streep ed al direttore del festival Dieter Kosslick, Rosi si è così espresso: "Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti. Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare". Poi prosegue: "Per la prima volta l'Europa sta discutendo seriamente alcune regole da fissare, io non sono contento di ciò che stanno decidendo. Le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbattere queste barriere". Infine, la dedica commossa alla figlia Emma. Gianfranco Rosi aveva vinto il Leone d’Oro al Festival di Venezia col film Sacro Gra nel 2013.

L’Orso d'argento, gran premio della giuria, va al bosniaco Danis Tanovic per Morte a Sarajevo, ambientato il 28 giugno 2014 nel miglior hotel di Sarajevo, l’Hotel Europa, in occasione della commemorazione dei cento anni dello scoppio del primo conflitto mondiale, in contemporanea con uno sciopero del personale. L’Orso d’argento per il miglior regista viene consegnato da Alba Rohrwacher alla francese Mia Hansen-Love per L’Avenir, mentre miglior attrice e miglior attore sono rispettivamente Trine Dyrholm per il film danese The Commune di Thomas Vinterberg, e Majid Mastoura per Hedi del tunisino Mohamed Ben Attia, che si aggiudica anche il riconoscimento di migliore opera prima.

Premio Bauer per l’innovazione al filippino Lav Diaz per A Lullaby to the Sorrowful Mystery, che conferma la propensione dell’acclamato regista sperimentale per i lunghi formati: otto ore e cinque minuti, che il pubblico della Berlinale ha visionato in due spezzoni con pausa di un’ora. Il film rivisita il mito di Andrés Bonifacio y de Castro, iniziatore della rivoluzione filippina contro il dominatore spagnolo negli ultimi anni del XIX secolo.

Di seguito una ricapitolazione dei vincitori:

Orso d'oro per il miglior cortometraggio: Balada De Um Batráquio di Leonor Teles
Orso d'argento, premio della giuria per il miglior cortometraggio:
A Man Returned di Mahdi Fleifel
Orso d'agento, gran premio della giuria:
Death in Sarajevo di Danis Tanovic
Premio Audi per il miglior cortometraggio:
Jin Zhi Xia Mao di Chiang Wei Liang
Miglior opera prima:
Inhebbek Hedi di Mohamed Ben Attia
Premio Bauer per l'innovazione:
Lullaby to the Sorrowful Mystery di Lav Diaz
Orso d'argento per il contiributo artistico:
Mark Lee Ping-Bing per l'arte cinematografica in Chang Jiang Tu (Crosscurrent) di Yang Chao
Orso d'argento per la miglior sceneggiatura:
Tomasz Wasilewski per Zjednoczone stany micocci (United States of Love)
Orso d'argento per il miglior attore:
Majd Mastour per Inhebbek Hedi (Hedi) di Mohamed Ben Attia
Orso d'argento per la migliore attrice:
Trine Dyrholm per The Commune
Orso d'argento per il miglior regista:
Mia Hansen-Love per Things to Come

 

(immagine: dettaglio foto AFP, Gianfranco Rosi dal palco della Berlinale)

A.M.

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