Guerra in Medio Oriente, escalation tra Iran e Stati Uniti: missili contro una base Usa in Giordania e attacchi nello Stretto di Hormuz, petrolio in forte rialzo

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Guerra in Medio Oriente, escalation tra Iran e Stati Uniti: missili contro una base Usa in Giordania e attacchi nello Stretto di Hormuz, petrolio in forte rialzo

Nuova escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele aumenta la tensione nella regione. Missili verso una base americana in Giordania, petroliere colpite nello Stretto di Hormuz e prezzi del greggio in crescita sui mercati internazionali.

La crisi in Medio Oriente si aggrava con una nuova e pericolosa escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti, Israele, Giordania, Iraq e il delicato snodo marittimo dello Stretto di Hormuz. Dopo il recente incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Teheran ha lanciato una serie di azioni militari che hanno riacceso le tensioni nell'intera area.

Secondo le informazioni diffuse da fonti militari statunitensi e riportate dalle principali agenzie internazionali, l'Iran avrebbe lanciato missili balistici contro una base americana situata in Giordania, mentre le Guardie della Rivoluzione islamica hanno dichiarato di aver colpito tre petroliere nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.

L'escalation ha avuto ripercussioni immediate anche sui mercati finanziari, con il prezzo del petrolio in forte aumento nelle contrattazioni asiatiche.

Missili iraniani contro una base Usa in Giordania

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato che l'Iran ha lanciato diversi missili balistici contro una base militare americana presente in Medio Oriente.

Secondo la ricostruzione ufficiale, i missili sarebbero stati lanciati dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nel tentativo di colpire le truppe statunitensi.

Le autorità americane precisano che:

  • tutti i missili sono stati intercettati con successo;
  • non risultano vittime tra il personale militare statunitense;
  • resta elevato il livello di allerta nelle basi americane della regione.

In precedenza anche il giornalista Barak Ravid di Axios aveva anticipato la notizia citando fonti dell'amministrazione statunitense.

La Giordania: abbattuti cinque missili

Anche le Forze Armate giordane hanno confermato l'intervento delle proprie difese aeree.

Secondo il portavoce dell'esercito, nella mattinata sono stati:

  • intercettati cinque missili iraniani;
  • neutralizzati prima che raggiungessero il territorio del Regno.

L'episodio conferma come il conflitto stia coinvolgendo in maniera sempre più diretta anche gli Stati confinanti.

Attacchi nello Stretto di Hormuz: colpite tre petroliere

Parallelamente agli attacchi missilistici, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver colpito tre petroliere che stavano attraversando lo Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim, le imbarcazioni avrebbero ignorato gli avvertimenti delle autorità iraniane proseguendo lungo una rotta definita "pericolosa e illegale". Le navi sarebbero state costrette a fermarsi dopo essere state colpite.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti più sensibili del commercio mondiale: attraverso questo corridoio marittimo transita infatti una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Qualsiasi tensione nell'area può avere effetti immediati sull'economia internazionale.

Operazione Usa-Arabia Saudita in Iraq: almeno dieci morti

Nel frattempo il Centcom ha comunicato di aver condotto, insieme alle Forze Armate saudite, una serie di attacchi di precisione nell'Iraq orientale.

L'operazione avrebbe preso di mira gruppi armati legati all'Iran che, secondo Washington, stavano pianificando nuovi attacchi contro basi statunitensi e infrastrutture energetiche saudite.

Fonti dell'ex alleanza paramilitare irachena delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) riferiscono che il bilancio provvisorio è di almeno dieci vittime, concentrate soprattutto nella provincia di Ninive. Diversi altri combattenti sarebbero rimasti feriti e il numero dei morti potrebbe aumentare.

Il petrolio vola dopo gli attacchi

Le tensioni militari hanno avuto effetti immediati anche sui mercati energetici.

Nelle contrattazioni asiatiche:

  • il WTI è salito di oltre il 3,7%, raggiungendo circa 82 dollari al barile;
  • il Brent ha registrato un incremento superiore al 3%, attestandosi intorno agli 84,5 dollari al barile.

Gli investitori temono infatti possibili interruzioni delle forniture energetiche nel caso in cui la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse ulteriormente deteriorarsi.

Netanyahu e Trump ribadiscono la linea sull'Iran

L'escalation arriva poche ore dopo il colloquio tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump alla Casa Bianca.

Al termine dell'incontro, il premier israeliano ha definito il vertice "eccellente", sottolineando la piena sintonia con Washington sulla questione iraniana.

Tra i temi affrontati figura anche il programma nucleare di Teheran, con la conferma della posizione condivisa secondo cui l'Iran non dovrà dotarsi di un'arma atomica.

Scenario sempre più delicato in Medio Oriente

L'intensificarsi degli scontri conferma quanto il quadro geopolitico in Medio Oriente resti estremamente instabile. Gli attacchi missilistici, le operazioni militari in Iraq e gli episodi nello Stretto di Hormuz alimentano il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto, con possibili ripercussioni non solo sulla sicurezza regionale ma anche sull'economia globale e sui mercati dell'energia.

Le autorità dei Paesi coinvolti mantengono il massimo livello di allerta, mentre la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione gli sviluppi di una crisi che potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini dell'area mediorientale.

Fonte: informazioni elaborate sulla base degli aggiornamenti diffusi da ANSA, delle comunicazioni del Centcom, delle dichiarazioni delle autorità giordane e delle notizie riportate dall'agenzia iraniana Tasnim e da Axios.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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