Hashish ritrovata a casa: si può invocare l'ipotesi di scorta personale?

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CATANZARO, 28 DICEMBRE - Scoperti quasi 90 grammi di hashish nascosti a casa. Disponibilità s...

CATANZARO, 28 DICEMBRE - Scoperti quasi 90 grammi di hashish nascosti a casa. Disponibilità sufficiente per contestare il reato di spaccio anche alla luce del rinvenimento di strumentazione utile al confezionamento di singole dosi. Illogica l’ipotesi difensiva della “scorta personale”. Confermata la pena: dodici mesi di reclusione. Questo è quanto sancito dalla Corte di Cassazione, sez. VI Penale, con la sentenza n. 49457/2015, depositata il 15 dicembre.

Un uomo è stato trovato, nella sua casa, in possesso di 88,58 grammi di hashish. I giudici di merito lo hanno condannato ad un anno di reclusione e 2.000,00 euro di multa ritenendo corretta la considerazione della detenzione finalizzata allo spaccio. L’ipotesi difensiva dell’uomo, invece, si è basata sul riconoscimento dell’uso personale della droga.

Tale ipotesi, però, non è stata ritenuta plausibile dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo la quale gli elementi indiziari a disposizione hanno portato a considerare che la sostanza stupefacente era destinata allo spaccio e, in tale ottica, il rilevante quantitativo di dosi ricavabili ha escluso nettamente l’uso personale, eccessivo per una scorta. Altresì, significativo è stato il rinvenimento di strumentazione finalizzata al confezionamento di dosi, ovvero un bilancino di precisione, una bilancia elettronica, alcune buste di cellophane. Infine, le condizioni economiche dell’uomo che non ha saputo dare alcuna spiegazione sull’origine del denaro necessario all’acquisto della sostanza stupefacente.

Stessa sorte ha avuto un uomo condannato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 3.400 euro multa perché trovato in possesso di oltre 400 grammi di hashish, conservati a casa. Anche in questo caso la difesa ha sostenuto la tesi dell’uso personale.

I giudici di merito hanno ritenuto che l’uomo, trovato in possesso di 440 grammi di hashish in casa, era da considerare uno spacciatore in piena regola anche alla luce del fatto che la sostanza stupefacente era stata ritrovata suddivisa in panetti. Inoltre, significativo è stato il rinvenimento di strumentazione, ovvero un bilancino di precisione (attrezzo solitamente usato dagli spacciatori e non anche da semplici assuntori di droga), diverse lame, tra cui una lametta tagliacalli, tutte sporche di droga.

Tale linea di pensiero è stata confermata dalla Corte di Cassazione, sez. III Penale, con la sentenza n. 36729/2015, depositata il 17 settembre, che ha confermato la condanna dell’uomo.

Avv. Anna Maria Cupolillo Staff Giuridico Avvocato Express 

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