“Nonostante il richiamo dell’Anac, la Responsabile dell’Anticorruzione viene snobbata dalla Regione”

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CATANZARO 14 AGOSTO - La rotazione dei dirigenti è uno dei temi più scottanti in Regione Calabria....

CATANZARO 14 AGOSTO - La rotazione dei dirigenti è uno dei temi più scottanti in Regione Calabria. Proprio ieri l’ufficio stampa della Cittadella ha reso noto che a seguito della delibera della Giunta (numero 391 del 9 agosto) si è aperta la strada alla pubblicazione di una manifestazione d’interesse che coinvolge un elevato numero di dirigenti non generali. Potenzialmente sono coinvolti un centinaio di settori dei vari dipartimenti dell’ente. Al netto della novità, pende ancora un procedimento di vigilanza attivato dall’Anac proprio per la mancata rotazione dei dirigenti e scaturito dalle segnalazioni della Responsabile “calabrese” dell’Anticorruzione (RPCT) in cui lamentava la scarsa collaborazione di una parte della burocrazia regionale. La delibera 391 del 9 agosto “incrocia” temporalmente il Piano triennale dell’Anticorruzione, ma ad avviso del sindacato Csa-Cisal ha la colpa di aver “snobbato”, e per l’ennesima volta, la Responsabile (attuale) dell’Anticorruzione. Dall’ultimo atto dell’esecutivo, che riguardava proprio la rotazione, sarebbe stata sostanzialmente tagliata fuori la RPCT nonostante l’Anac avesse invitato la Regione Calabria a coinvolgere di più questa figura e a non delegittimarla. Di seguito l’intervento integrale del Csa-Cisal.


“Non è bastata una delibera di “richiamo” dell’Anac sull’attività dell’Anticorruzione in Regione Calabria. E non sembra aver fatto cambiare registro nemmeno l’imminente audizione a Roma nell’ambito della procedura di vigilanza attivata per la mancata rotazione dei dirigenti, che si terrà a settembre, per accertare le segnalazioni di “omessa collaborazione” e “ostruzionismo” di settori del Dipartimento del Personale da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) pro tempore. Questo delicato incarico è puntualmente oscurato, se non snobbato, dalla burocrazia regionale. Prova ne è – rivela il sindacato Csa-Cisal – una recente delibera, la numero 391, che la Giunta regionale ha adottato nella seduta del 9 agosto.


LA ROTAZIONE PASSA DA TUTTI MENO CHE DALLA RESPONSABILE DELL’ANTICORRUZIONE – L’atto in questione, “Atto di indirizzo sui criteri di conferimento degli incarichi e sulla rotazione del personale dirigenziale di livello non generale”, sostanzialmente serve a fissare alcuni criteri interpretativi che specificano le modalità di attuazione della regola in base a cui il dirigente che ha raggiunto cinque anni di svolgimento dell’incarico con le medesime funzioni debba essere soggetto a rotazione. Con la nuova delibera, fra le altre cose, si stabilisce: di consentire ai dirigenti in scadenza, seppure non abbiano raggiunto il limite dei cinque anni, di potersi vedere prorogato l’incarico per un ulteriore triennio e di consentire la permanenza nel ruolo dirigenziale, nonostante il quinquennio maturato, a coloro che saranno collocati a riposo o comunque cesseranno dal servizio nel 2020. Non entriamo nel merito dell’indirizzo dato dall’organo politico che secondo la Regione servirà ad espletare le procedure legate alla riorganizzazione delle strutture dell’Ente conciliandosi con il principio della rotazione, piuttosto le anomalie stanno in altro. Innanzitutto, dallo stesso contenuto della delibera si apprende che tali criteri siano stati assunti nell’ambito del cosiddetto Comitato di direzione. Alle riunioni hanno preso parte il segretario generale e i direttori generali dei vari dipartimenti, ma clamorosamente non è mai stata invitata l’attuale Responsabile dell’Anticorruzione sebbene, come è evidente, la materia fosse parecchio attinente ai contenuti del Piano triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT). Siamo a conoscenza – precisa il sindacato – di numerose comunicazioni con cui la Responsabile ha invitato i vari dipartimenti (nonché al segretario generale) ad inviare la relativa “mappatura” al fine di procedere con l’attuazione della rotazione ordinaria. Pare che, anche in questo caso, non si sia fatto a gara per collaborare con la Responsabile dell’Anticorruzione.


L’ANAC CHIEDEVA DI NON DELEGITTIMARE LA RESPONSABILE, LA REGIONE LO HA RIFATTO – Così come appare ancora più grave il fatto che sul contenuto dell’ultima delibera la Responsabile dell’Anticorruzione non ne sia stata edotta, se non a cose fatte. Eppure, l’atto di Giunta richiama esplicitamente “l’incrocio” della decisione della Giunta con l’applicazione della rotazione da PTPCT. Eppure, la stessa delibera dell’Anac da cui è partito il procedimento di vigilanza sulla mancata rotazione dei dirigenti nei confronti della Regione diceva esplicitamente: di “vigilare al fine di garantire al RPCT effettivi poteri d’interlocuzione e controllo su tutta la struttura organizzativa ed evitare la delegittimazione del ruolo del RPCT all’interno dell’Amministrazione”. Beh, più delegittimazione di questa? Essere, per l’ennesima volta, tenuti all’oscuro di decisioni amministrative ricadenti sull’attuazione della rotazione cosa c’è? Ma a questo punto – scrive provocatoriamente il sindacato – perché non si annulla del tutto la figura della Responsabile dell’Anticorruzione in Regione Calabria? Tanto non decide nulla?


LA RESPONSABILE CHIEDE UN INCONTRO – L’ultimo “boicottaggio” non deve essere affatto piaciuto alla Responsabile dell’Anticorruzione. Ci risulta – prosegue il sindacato Csa-Cisal – che proprio ieri (13 agosto), abbia inviato una pec al dipartimento del Personale (e al settore giuridico) e anche al segretario generale con cui chiede un incontro, per il prossimo 27 agosto, per “consentire lo svolgimento di un processo privo di ostacoli”. Non è casuale che la convocazione sia stata fatta presso gli uffici dell’Anticorruzione, quasi che il resto della Cittadella sia considerato dalla Responsabile come un luogo ostile, o comunque di non fidarsi del tutto dell’ambiente regionale.


IL CLASSICO MISTERO DEL SETTORE PROPONENTE – Tornando infine alla delibera 391 del 9 agosto scorso, come al solito – incalza il sindacato – non si può non notare quella sottile ombra di confusione sulla redazione dell’atto. Sulla camicia della delibera i firmatari risultano l’assessore al Personale Maria Teresa Fragomeni, il dg del dipartimento del Personale Bruno Zito e il dirigente di settore Luciano Rossi. Cosa c’entra il dirigente Rossi, che guida il settore “economico” del Personale con una materia, la rotazione, che è prettamente di attinenza del settore “giuridico”. Si può sapere chi ha materialmente scritto il testo della delibera della Giunta? A quanto pare: non solo la Responsabile dell’Anticorruzione era all’oscuro dell’atto ma c’è pure scarsa trasparenza quale settore del dipartimento del Personale abbia avanzato la proposta deliberativa alla Giunta. Su un atto di indirizzo così importante è bene che i ruoli siano ben definiti e che ognuno eserciti le funzioni di sua stretta competenza. Ci permettiamo di segnalare – chiosa il sindacato – che tutte queste stranezze sui provvedimenti della rotazione dei dirigenti non siano certo il miglior biglietto da visita per presentarsi in audizione davanti all’Anac”.

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