Occhiuto OK aiuto USA, ma i medici cubani restano in Calabria

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Il governatore chiarisce: collaborazione con Washington possibile, ma i professionisti cubani continueranno a sostenere la sanità regionale

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, interviene con fermezza sul tema dei medici cubani in Calabria, assicurando che la loro presenza negli ospedali non sarà messa in discussione, nonostante le indiscrezioni su possibili pressioni degli Stati Uniti per interrompere la collaborazione con Cuba.

Secondo il governatore, l’eventuale sostegno internazionale è benvenuto, ma non potrà sostituire il contributo determinante dei professionisti già in servizio.

Medici cubani decisivi per il funzionamento degli ospedali calabresi

Occhiuto ha ribadito che i medici provenienti dall’isola caraibica hanno permesso di evitare il collasso di numerosi presidi sanitari, soprattutto nelle zone più periferiche della regione.

“Sono stati, sono e continueranno a essere fondamentali per mantenere aperti i pronto soccorso e garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini.”

La sanità calabrese, segnata da una cronica carenza di personale e da concorsi spesso deserti, ha trovato nella cooperazione con Cuba una risposta immediata a un’emergenza strutturale.

Rapporti con gli Stati Uniti e visita di Mike Hammer

Il governatore ha spiegato che, anche durante la precedente amministrazione Biden, gli Stati Uniti non avevano manifestato particolare entusiasmo per l’iniziativa calabrese. Tuttavia, i rapporti diplomatici sono sempre stati improntati alla collaborazione.

Nelle prossime settimane è previsto un incontro con Mike Hammer, responsabile per gli affari statunitensi a Cuba, la cui visita in Calabria è stata anticipata da fonti internazionali.

“I contatti con il Dipartimento di Stato si sono intensificati e il confronto sarà costruttivo.”

Calabria pronta ad accogliere nuovi medici stranieri

Pur difendendo la presenza dei professionisti cubani, Occhiuto ha sottolineato che la Regione è aperta all’arrivo di altri medici dall’estero, anche con il supporto degli Stati Uniti o di altri Paesi.

L’obiettivo resta quello di raggiungere circa 1.000 medici stranieri complessivi per garantire stabilità al sistema sanitario regionale.

“Se qualcuno vuole aiutarci inviando nuovi medici, li accoglieremo con favore. Ma chi è già qui continuerà a lavorare.”

Emergenza personale sanitario: una priorità per la Calabria

Il caso calabrese rappresenta uno degli esempi più evidenti della crisi sanitaria che colpisce soprattutto il Sud Italia: pensionamenti, fuga di professionisti e carichi di lavoro elevati hanno ridotto drasticamente gli organici.

Grazie alla cooperazione internazionale è stato possibile mantenere attivi servizi essenziali come:

  • Pronto soccorso
  • Reparti di medicina d’urgenza
  • Ospedali delle aree interne
  • Assistenza territoriale

Una soluzione tampone in attesa di riforme strutturali

Il messaggio del presidente è netto: la Regione Calabria continuerà a utilizzare ogni strumento disponibile per garantire il diritto alla salute dei cittadini.

La presenza dei medici cubani resta quindi uno dei pilastri della sanità regionale, almeno finché non saranno colmate le carenze di personale con soluzioni definitive.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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