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Pasqua, il post shock di Avvento Civile: “Speriamo senza bombe islamiche”

Redazione
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Articolo segnalato da: Marco Pasini
Pasqua, il post shock di Avvento Civile: “Speriamo senza bombe islamiche”
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Tempo di lettura: ~2 min

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Un messaggio di auguri che si trasforma rapidamente in polemica. È quanto accaduto nelle ultime ore sui social, dove il movimento di estrema destra Avvento Civile ha pubblicato un post in occasione della Pasqua, attirando forti critiche per i contenuti ritenuti offensivi e allarmistici.

All’apparenza, il messaggio sembrava rientrare nella normalità: un semplice augurio di “Buona Pasqua” rivolto ai propri sostenitori. Tuttavia, a corredo del post è stata allegata una notizia riguardante un presunto stato di allerta rossa per rischio terrorismo durante le festività pasquali, accompagnata da una frase che ha immediatamente fatto discutere: “Buona Pasqua, speriamo senza bombe islamiche”.

Un’espressione che in molti hanno definito islamofoba e irresponsabile, soprattutto per il tono ironico e provocatorio utilizzato in un contesto delicato. A rendere il quadro ancora più controverso, la scelta della colonna sonora: il brano “Bombe a mano e carezze con il pugnal”, storicamente associato ai paracadutisti, inserito come sottofondo al post.

Non meno rilevante è la lista dei collaboratori indicati nella pubblicazione. Tra questi compaiono nomi legati all’attivismo politico giovanile e alla destra italiana: Sofia Galassi, esponente della Lega Giovani; Vittorio Spagnuolo, vicesegretario del movimento e militante di Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci; Ferenc Venturelli, conosciuto online come “Eterno” e attivista della Lega Salvini; e Salvatore Barreca, membro dello stesso Avvento Civile.

Il post ha rapidamente iniziato a circolare, generando reazioni contrastanti tra chi lo difende in nome della libertà di espressione e chi invece ne denuncia i contenuti come pericolosi e divisivi. Al momento, non risultano prese di posizione ufficiali da parte dei soggetti coinvolti.

L’episodio riaccende il dibattito sul linguaggio utilizzato nei social da movimenti politici e attivisti, soprattutto quando si affrontano temi sensibili come la sicurezza e il terrorismo, e su quanto certi messaggi possano contribuire ad alimentare tensioni sociali.


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