Pelle ricostruita grazie a membrane di placenta: l'incredibile storia di Bianca

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TORINO, 19 AGOSTO 2015 – Incredibile lo è davvero la storia di Bianca, la neonata ricov...

TORINO, 19 AGOSTO 2015 – Incredibile lo è davvero la storia di Bianca, la neonata ricoverata da qualche mese al Regina Margherita di Torino dopo un delicato intervento di ricostruzione della cute.

La bambina è nata con una grave malformazione chiamata mielomeningoncele, ossia un difetto di saldatura degli archi vertebrali posteriori che causa una fuoriuscita delle meningi e del midollo spinale.

Dopo essere stata data alla luce, Bianca non è stata riconosciuta dai genitori. Sembrerebbe che la madre – straniera ma residente in provincia di Alessandria – non avesse effettuato alcun controllo durante i mesi della gravidanza. Questo le ha impedito di sapere in anticipo di che cosa soffrisse la bambina e di limitare i danni della sindrome (ad esempio con la semplice assunzione di acido folico). Proprio a causa dello shock della scoperta della malattia, i genitori biologici si sono rifiutati di accettare la bambina.

I due interventi, a cui Bianca è stata sottoposta in seguito, hanno comportato l’impianto di diverse strisce di pelle, ottenute tramite membrane della placenta, sul cranio della neonata. Le membrane sono state raccolte da diversi parti cesarei: si tratta di una tecnica estremamente innovativa di cui il Regina Margherita può ora vantare il primato in Italia per l’ambito neonatale.

Dopo l’intervento, sono stati i medici e le infermiere ad occuparsi della neonata, dandole il nome di Bianca, con il quale oggi è nota in tutto l’ospedale, e assistendola durante il decorso post-operatorio.

“Questa rapida ripresa – ha spiegato la dottoressa Francesca Giuliani, medico del Regina Margherita - apre importanti speranze per fornire alla piccola paziente un iter terapeutico più rapido, accorciando il preziosissimo intervallo critico per rendere favorevoli gli interventi di riabilitazione indispensabili per la sua qualità di vita futura. Medici e infermieri stanno facendo squadra per sostenere il difficile cammino della neonata”.

Ancora qualche mese, quindi - il tempo necessario per una piena ripresa – e per Bianca potrà cominciare il percorso che la porterà a trovare, finalmente, una famiglia.

(foto:torinofree.it)

Sara Svolacchia

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