Rapine violente al Pigneto: quattro arresti domiciliari per due aggressioni in serie
La notte del 2 settembre scorso il quartiere Pigneto di Roma è stato teatro di due rapine violente nel giro di meno di un'ora. A distanza di tempo, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti giovanissimi, ritenuti i presunti autori delle aggressioni.
La dinamica delle due aggressioni
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la prima rapina è avvenuta in via del Pigneto: due persone, mentre si avvicinavano alla propria auto, sono state circondate da un gruppo di coetanei. Uno di loro, dopo aver inveito contro le vittime e averle minacciate con un coltellino, ha atteso l'arrivo di altri due complici per poi aggredirle con calci e pugni. Una delle vittime è stata derubata di una collanina, successivamente esibita come un trofeo da uno degli aggressori.
A meno di un'ora di distanza, il copione si è ripetuto ai danni di due turisti francesi, padre e figlio, seduti ai tavolini esterni di un locale. Avvicinati con la scusa di una sigaretta, al loro rifiuto sono stati aggrediti con calci e pugni; gli aggressori avrebbero usato anche parte degli arredi del bar come arma impropria. Il bottino è stato di appena 10 euro, ma nella fuga uno dei rapinatori ha lasciato cadere il proprio telefono cellulare, che si è rivelato una traccia fondamentale per le indagini.
Le indagini e il ruolo della tecnologia
Gli agenti del Commissariato Porta Maggiore hanno collegato i due episodi grazie alla stretta sequenza temporale, alla vicinanza dei luoghi e a un modus operandi identico. L'analisi delle applicazioni di messaggistica installate sul telefono smarrito ha permesso di identificare il proprietario e, a cascata, gli altri componenti del gruppo, tutti abituali frequentatori della zona e già noti agli esercenti.
La traccia digitale è stata poi incrociata con le immagini dei sistemi di videosorveglianza, le dichiarazioni delle vittime e gli esiti delle individuazioni fotografiche, fornendo un quadro convergente che ha consentito di ricostruire i ruoli e le responsabilità di ciascuno.
Le misure cautelari e la presunzione di innocenza
Su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto per i quattro giovani la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, previo consenso degli interessati. I reati contestati, in concorso tra loro, sono rapina aggravata e lesioni aggravate.
Per completezza si precisa che le evidenze descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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