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Regionali, Berlusconi: "Se vinciamo in tre regioni Renzi si dimetta". Il premier "Pd è legalità"

ROMA, 27 MAGGIO 2015 - Il leader azzurro, Silvio Berlusconi, prosegue con le tappe elettorali pronosticando un egregio avvio per il nuovo cammino di Forza Italia e lanciando stoccate al premier Renzi che, da Perugia, evidenzia la forza del Partito Democratico aprendo al confronto sulle riforme. [MORE]

IL VATICINIO DI MR. B

Un itinerario, l'elettorale del centro destra, che sembrerebbe destare notevole interesse nella gioventù, presenza giovanile che parrebbe aver resuscitato la forza propagandistica dell'ex premier Berlusconi, il quale ha avvertito che, in caso di vittoria, da parte dello schieramento "forzista", in almeno tre regioni, "che sono Veneto, Campania e Liguria", Renzi dovrà rassegnare le sue dimissioni da premier. Berlusconi, ha dunque esplicitato la propria speranza "che possa ripetersi il miracolo del 2000, quando partivamo svantaggiati, ma vincemmo e D'Alema, che come Renzi era andato a palazzo Chigi attraverso giochi di palazzo, dovette dimettersi".

IL PREMIER RENZI E GLI IMPRESENTABILI

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito al caos "impresentabili" per le elezioni regionali ha dichiarato a Perugia, durante il comizio elettorale con la candidata Pd Catiuscia Marini, "sento parlare di impresentabili, ma sulla legalità non prendiamo lezioni da nessuno. Questo è il Pd, è legalità. C'è chi la combatte a parole, chi con i fatti". Continuando, il premier ha rammentato le riforme che il Governo ha approntato dall'inizio del mandato per poi affermare "la verità è che una grande squadra come il Pd non si accontenta del record delle Europee, non si accontenta di aver strappato 4 regioni al centrodestra, non si accontenta di dire faremo bel risultato, ha voglia di vincere. E io come allenatore, ho voglia di vincere" infine ha aggiunto "non bisogna lasciare l'Italia solo a chi spera che vada tutto male, a chi sa solo sbraitare. Ad una proposta basata sulla paura dobbiamo rispondere con racconto basato sul futuro".

SALTA IL CONFRONTO TELEVISIVO TRA RENZI E BERLUSCONI

Era previsto per domani sera, alle 21.10 su "Virus", trasmissione condotta da Nicola Porro, il confronto bilaterale tra i leader Pd e Fi, faccia a faccia approvato da Renzi che sembrerebbe essere stato respinto da Forza Italia. In trasmissione, però, si alterneranno esponenti dei due schieramenti "sia il presidente del Consiglio Renzi, sia l'ex premier Berlusconi - ha detto il giornalista Porro - ci saranno domani, ma non ci sarà il faccia a faccia tra i due".

LO SFOGO DI ALFANO

Angelino Alfano, ministro dell'Interno, durante la trasmissione "Porta a Porta" di Bruno Vespa, ha risposto agli attacchi di Berlusconi, in cui era stato raffigurato come "soggetto attaccato alla poltrona", e commentato l'avvicinamento della Lega al meridione "la mia è una poltrona di chiodi, io non prendo stipendio per fare il ministro". Ha poi specificato "non voglio polemizzare con Berlusconi ma se lui organizza il gruppo dei Responsabili con Scilipoti, fa l'accordo con Bersani e il patto del Nazareno, lo fa per la democrazia e per la patria, mentre gli altri agiscono per i loro interessi". Su Salvini ha affermato "Matteo Salvini diceva che i meridionali non possono frequentare gli stessi bus dei milanesi e ora va in Sicilia a fare il profeta del Sud" e aggiunto "i moderati non possono essere riuniti da un estremista come Salvini, può pure prendere il 20% ma non è in grado di vincere, mentre il nostro obiettivo è unire tutto quello che c'è tra Renzi e Salvini". In merito alla proposta di dimissioni avanzata da Berlusconi ha specificato "ogni campagna elettorale è un test per tutti e in questa tornata voterà un terzo degli elettori italiani, ma non c'è nesso con la tenuta o la caduta del governo" evidenziando "il premier è saldo leader del suo partito e ha legittimato la sua presenza a Palazzo Chigi con le Europee dell'anno scorso".

TOSI A BERLUSCONI

Il leader azzurro non ha risparmiato nessuno in questi giorni, rivolgendosi anche alla neoformazione politica guidata da Tosi, definendola "senza futuro". Pronta la risposta del sindaco di Verona "noi non ci siamo mai posti il problema di avere un futuro in politica. Noi lottiamo per quello in cui crediamo, da uomini liberi, e auguriamo a Berlusconi un futuro lungo e radioso".

Si appresta dunque la chiusura della tormentata campagna elettorale per le regionali 2015, una campagna elettorale che, venerdì, vedrà tutti i leader in campo con i comizi del premier Renzi a Firenze, Grilo a Genova e Salvini  a Verona.

Fonte foto: reporternuovo.it

Ilary Tiralongo