Tripoli sotto assedio, ma l'Italia esclude l'intervento

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TRIPOLI, 4 SETTEMBRE 2018 - La capitale della Libia è nel caos. Nonostante i ribelli siano st...

TRIPOLI, 4 SETTEMBRE 2018 - La capitale della Libia è nel caos. Nonostante i ribelli siano stati fermati e si siano battuti in ritirata, Tripoli è sotto assedio. Il bilancio degli scontri tra milizie armate nella capitale diffuso dal ministero della salute libico conta 47 morti e 129 feriti in 8 giorni l'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute libico. 

Il Consiglio Presidenziale del premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata, guidata dal generale Mohammed Al Zain, di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud della capitale. Infatti, di fronte al precipitare degli eventi tra domenica e lunedì la Forza è stata attivata d’urgenza dal presidente Fayez al-Sarraj e dal suo vice Ahmed Maetig e nella notte del tre settembre un primo convoglio di 300 veicoli ha fatto il suo ingresso nella capitale, seguito da altri 300 nel giro di qualche ora determinando nella città un'atmosfera di calma apparente.

L'Italia esclude un intervento di forze speciali e Salvini attacca la Francia per la situazione nel Paese: 'La Libia non è più un porto sicuro? Chiedete a Parigi', dice il vicepremier e ministro dell'Interno. Gli italiani a Tripoli per ora non si sentono in pericolo, ma c'è il rischio di escalation nei prossimi giorni. Secondo Salvini, la posizione della penisola deve essere un'altra: "L'Italia deve essere la protagonista della pacificazione in Libia. Le incursioni di altri che hanno altri interessi non devono prevalere sul bene comune che è la pace. Sono preoccupato. Penso che dietro ci sia qualcuno. Qualcuno che ha fatto una guerra che non si doveva fare, che convoca elezioni senza sentire gli alleati e le fazioni locali, qualcuno che è andato a fare forzature, a esportare la democrazia, cose che non funzionano mai. Spero che il cessate il fuoco arrivi subito".  In merito agli italiani presenti nello stato africano, il vicepremier ha affermato: "Sono in contatto diretto con i nostri uomini: militari, diplomatici, addetti dell'Eni che in Libia vivono rischi portati da un intervento militare senza senso".

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ribadisce il "pieno sostegno italiano alle legittime istituzioni libiche e al piano d'azione dell'Onu. L'Italia condanna gli episodi di violenza e invita tutte le parti ad una soluzione pacifica e negoziata", come si legge in una nota ufficiale del ministero. Moavero ha parlato al telefono con il rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per la Libia, Ghassan Salameh.

Il caos che attanaglia la città ha permesso a circa 400 detenuti di evadere da un carcere alle porte di Tripoli approfittando dei combattimenti in corsoormai da una settimana tra le milizie rivali, secondo quanto ha riportato la polizia libica. I detenuti hanno forzato le porte della prigione di Ain Zara, a sud della capitale, e sono fuggiti dopo aver sopraffatto le guardie che cercavano di fermarli.

Dall'Unione europea un portavoce della Commissione afferma: "Chiediamo a tutte le parti in Libia di cessare immediatamente le ostilità. L'escalation della violenza sta minando una situazione che è già fragile. La violenza porterà solo altra violenza a svantaggio dei libici".

Fonte immagine LaPresse

Claudia Cavaliere

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