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Usa, il Dipartimento del lavoro denuncia Oracle: “Discrimina donne e minoranze etniche”

Lazio > Roma

WASHINGTON, 23 GIUGNO - Il Dipartimento del lavoro statunitense ha denunciato Oracle, colosso della Silicon Valley, per quella che ha definito come “una diffusa discriminazione verso le donne e le minoranze etniche”. Oggetto della denuncia del governo è la crescente esclusione, ad opera della società di cloud computing, di alcune minoranze etniche, oltre al gap salariale tra uomini e donne.  

Su circa 500 assunti per lavori tecnici negli ultimi quattro anni, la società avrebbe ingaggiato solamente cinque ispanici e sei neri. Inoltre, sarebbero stati sottopagati 11.000 dipendenti asiatici, con disparità salariali pari all’8%, e 5.000 donne, con un gap del 20%. L’azione del Dipartimento del lavoro rafforza le prove evidenziate in una recente class action intentata da 4.200 lavoratrici per discriminazioni retributive.

Tra i clienti di Oracle c’è anche il governo americano, con un introito annuale di oltre 100 milioni di dollari. Il gigante della Silicon Valley – con base a Redwood Shores, in California, e settanta sedi negli Stati Uniti –  è tenuto a rispettare le leggi federali anti-discriminazione. Nel complesso, fanno sapere dal Dipartimento del Lavoro, “i dipendenti donne, neri e asiatici, anche con anni di esperienza, sono pagati il 25% in meno rispetto ai loro pari”. 

Claudio Canzone

Fonte foto: repubblica.it