Un caso di violenza di genere emerge da Bergamo, dove la Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un giovane del 2001, indagato per violenza sessuale aggravata, atti persecutori e lesioni personali ai danni della compagna, una cittadina messicana del 2002.
Le indagini e la denuncia
L'inchiesta della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Bergamo, ha preso avvio dall'intervento di una pattuglia nell'abitazione dell'uomo, su richiesta della stessa vittima. La giovane è poi stata visitata in ospedale, dove le sono state riscontrate numerose ecchimosi con una prognosi di cinque giorni.
Un clima di controllo e paura
Secondo quanto ricostruito, la relazione sarebbe stata segnata fin dall'inizio da un'escalation di violenze e condotte persecutorie. L'uomo avrebbe limitato la libertà della compagna, impedendole di uscire da sola e sottoponendola a insulti, minacce di morte e aggressioni fisiche ripetute, tra schiaffi, pugni e strattonamenti. In un'occasione, l'avrebbe immobilizzata e costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà.
Minacce e presunte conoscenze
A rendere ancora più difficile la situazione, l'indagato avrebbe sfruttato presunte conoscenze nelle forze dell'ordine per intimidire la vittima, sostenendo che nessuno le avrebbe creduto. Un'altra denunciante ha riferito che l'uomo si sarebbe vantato di un passato nella Legione straniera francese e di contatti con le forze di polizia.
La fuga dall'Italia
Le condotte contestate avrebbero provocato nella giovane un forte stato di ansia e paura per la propria incolumità, tanto da indurla a lasciare precipitosamente il Paese. La ricostruzione, supportata dalla documentazione sanitaria, ha permesso al GIP di disporre la misura cautelare.
L'attività conferma l'impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza di genere e nella tutela delle vittime. Nei confronti dell'indagato vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.