"Catanzaro passioni e memorie": sabato 7 Dicembre presentazione del libro al San Giovanni
Cultura e Spettacolo Calabria

"Catanzaro passioni e memorie": sabato 7 Dicembre presentazione del libro al San Giovanni

giovedì 5 dicembre, 2013

CATANZARO, 5 DICEMBRE 2013 - “Catanzaro, passioni e memorie” è il titolo di un nuovo volume delle Edizioni Ursini, scritto a più mani (Gianni Bruni, Antonio Barbato, Silvestro Bressi, Amedeo Chiarella, Gioacchino Concolino, Francesco Delfino, Umberto Di Tardo, Antonio Iannicelli, Rino Rubino e Pasquale Vetrò), che sarà presentato sabato 7 dicembre, alle ore 17, nella sala del Complesso Monumentale “San Giovanni”.

Un gruppo di amici, accomunati dalla passione per il collezionismo, decidono un giorno di fare avvicinare i loro interessi a quelli di un pubblico più ampio; di far conoscere ad altri le motivazioni che li spingono a frequentarsi nell’Associazione di Collezionismo Vario ospite presso il palazzo Fazzari di Catanzaro. Il loro intento è valorizzare quella realtà di provincia nella quale vivono, la vita intellettuale, culturale ed artistica della città. Si decide di comune accordo per la pubblicazione di un volume che parli della città alla luce delle collezioni private che ciascun socio cura. Si vuole, attraverso i propri interessi, porgere un ossequio, un saluto alla città di Catanzaro; un vero e proprio atto d’amore. Il loro “progetto” viene condiviso dalla casa editrice Ursini, sempre attenta e disponibile a lavori riguardanti il territorio catanzarese. [MORE]

E così si è trovata una formula che consente al lettore di spaziare dai luoghi noti della città, vivi di storia e cultura, agli uomini illustri, alle intelligenze che animarono la città nel corso dei secoli, ai poeti controcorrente, alle tradizioni, al modo d’essere dei propri abitanti osservandoli attraverso l’esternazione dello spirito religioso, la devozione a santi più o meno popolari; i rapporti epistolari con uomini di affari e di cultura di diverse regioni d’Italia, chicche rare di storia postale; l’utilizzo delle innovazioni tecnologiche apportate al trasporto cittadino; le aspirazioni politiche per il capoluogo di regione e le lotte per ottenerne il riconoscimento. 


Scendendo nel merito, in questo lavoro appassionato e peculiare c’è parte della storia culturale della città con il suo Liceo Ginnasio Galluppi che parte preponderante ebbe nella preparazione culturale di tanti giovani meridionali, non solo catanzaresi, si pensi per un attimo a Corrado Alvaro, con docenti di notevole spessore, per tutti Luigi Settembrini. C’è la frequentazione da parte dell’intellighenzia cittadina delle farmacie, veri e propri salotti culturali ma anche centri della politica spicciola e del pettegolezzo. C’è la devozione popolare descritta da Giovanni Patari verso un santo forestiero, come poteva essere percepito Sant’Antonio di Padova; il disastro della guerra e dei suoi bombardamenti e tanti altri argomenti, tutti interessanti che, pur affrontando problematiche, apparentemente diverse, finiscono col confluire in un unico filone, in unico abbraccio alla città.

L’impostazione della pubblicazione non ha avuto un rigore logico-temporale; gli argomenti trattati seguono un iter casuale e vogliono realizzare la valorizzazione di quanto è appartenuto e continua ad appartenere alla città e quindi a noi tutti. Questa necessità di conoscere e far conoscere agli altri, distanti e distratti, la voce della città in cui si vive, facendola uscire “fora ‘i porti”, per molti versi guarda indietro perché vuole farci ritornare, cercando nella memoria, punti di riferimento del nostro essere.

Si obietterà che si tratta di un lavoro campanilistico, inchiodato alla piazza di Catanzaro, a questa piccola città calabrese, periferia estrema d’Italia. Ma l’intento non era quello di realizzare un monumento letterario con scritti di autori già affermati; viceversa si è voluto aprire una finestra sulla città, per ricordare voci, volti, fatti e luoghi di un vissuto, il nostro, quello dei nostri padri e dei nostri avi fatto da tanti uomini di cultura ma anche da tanta gente onesta e laboriosa che, a volte, tirava a campare industriandosi con rappresentazioni pseudo-devozionali.

Notizia segnalata da Ursini Edizioni Ufficio Stampa

 


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