Il sindacato salverà l'articolo 18?
Politica Lazio

Il sindacato salverà l'articolo 18?

martedì 2 dicembre, 2014

ROMA, 02 DICEMBRE 2014 - Il 12 dicembre 2014 è la data scelta dai sindacati (Cgil, Uil, Ugl) per scendere in piazza insieme ai lavoratori, per l'intero turno di 8 ore, per manifestare il dissenso nei confronti del Jobs Act del Governo Renzi che dopo la prima approvazione da parte della Camera in data 25 novembre, tornerà in Senato in questa settimana, per essere approvato in via definitiva.  

[MORE]


Le principali sigle sindacali ad esclusione della Cisl, sono coese per chiedere una rivisitazione del Ddl del lavoro e soprattutto per evitare che anni di lotta da parte della forza lavoro italiana, vengano cassate insieme all'art. 18 della legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori).  


La questione più spinosa della Riforma, risiede soprattutto in questo articolo, che già con la Legge Monti-Fornero, legge 28  giugno 2012 n. 92 che, per quanto riguarda in particolare i licenziamenti di tipo economico, prevedeva la possibilità da parte del giudice, di optare per un indennizzo risarcitorio tra un minimo di 12 ed un massimo di 24 mensilità in caso di illegittimità del licenziamento, oppure il reintegro in azienda, qualora le motivazioni poste alla base del licenziamento risultassero manifestamente infondate. Al giudice veniva, pertanto, lasciato un potere decisionale di scelta tra una forma di tutela solo risarcitoria ed una in cui era previsto sia il reintegro, sia il risarcimento. 


Secondo, invece, la nuova normativa, in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, ovvero licenziamenti di tipo economico, non vi sarà alcuna possibilità per il lavoratore, anche qualora non sussistessero motivi economici fondati e reali, di poter tornare a prestare attività lavorativa alle dipendenze del datore di lavoro che ha licenziato il dipendente. 


In Italia, quindi, gli unici casi in base ai quali l'organo giudicante potrà disporre il reintegro di un lavoratore, resterebbero i licenziamenti discriminatori, cioè lesivi dei diritti fondamentali della persona (per motivi religiosi, sindacali, ideologici, razza, etc) e i licenziamenti intimati senza che ricorra la giusta causa o il giustificato motivo soggettivo. 

Luigi Cacciatori

immagine da controlacrisi.org


Autore
https://www.infooggi.it - Il Diritto Di Sapere

Entra nel nostro Canale Telegram!

Ricevi tutte le notizie in tempo reale direttamente sul tuo smartphone!

Esplora la categoria
Politica.