Italicum, la decisione della Consulta: bocciato il ballottaggio
Politica Lazio

Italicum, la decisione della Consulta: bocciato il ballottaggio

mercoledì 25 gennaio, 2017

ROMA, 25 GENNAIO - Nel giorno in cui l’ex premier Matteo Renzi rilancia la propria attività politica con l’apertura del suo nuovo blog, è arrivata nel pomeriggio (con un giorno di ritardo rispetto alle previsioni) la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’Italicum, la legge elettorale prevista per il voto alla Camera.[MORE]

Il risultato delineato dalla sentenza è una parziale illegittimità della legge, limitata ad alcuni punti, ma che la rende tuttavia immediatamente applicabile. Tra le bocciature, come da alcuni previsto, ecco la questione del ballottaggio. La Consulta ha infatti bocciato il ballottaggio nella parte in cui non prevede un premio di maggioranza previsto invece nel primo turno con la soglia del 40%. Tale premio è stato considerato legittimo, imponendo al legislatore la sola revisione del secondo turno, sprovvisto appunto di tale soglia.

Illegittima anche la disposizione che consentiva ai capilista eletti di scegliere a proprio piacimento il collegio d’elezione. Viene così conseguentemente bocciata la possibilità della candidatura plurima dei capilista. Non potendo sceglierne il collegio, i capilista se ne vedranno assegnato uno con il sistema del sorteggio: «A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato dalle ordinanze di rimessione».

Le reazioni politiche. Non si sono fatte attendere le reazioni della politica, successive ad una decisione che ora dovrà attendere le motivazioni della decisione. Per Alessandro Di Battista, esponente di spicco di M5S, la sentenza dimostra che «Renzi e Boschi hanno sbagliato tutto. Dovrebbero chiedere scusa e sparire dalla scena politica». Di Battista avrebbe anche auspicato il voto immediato, considerata la immediata applicabilità della legge a detta della stessa Consulta.

Sulla stessa linea il garante del Movimento, Beppe Grillo: «La Corte Costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza al 40%. Questo è il nostro obiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno». Il comico genovese è stato tra l’altro protagonista della coniazione del nuovo termine ‘legalicum’, che entra così a far parte dell’enorme polverone del sistema elettorale italiano.

Anche il Pd, attraverso Ettore Rosato, esprime il proprio assenso verso la possibilità di andare al voto. Il capogruppo alla Camera ha così commentato: «Per noi bisogna andare a votare subito». Nessun dietrofront dunque su eventuali cambiamenti di linea ad opera del partito. Anche Salvini, leader della Lega, si è espresso favorevolmente con un tweet: «Legge elettorale subito applicabile, dice la consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!!!» Il leader leghista ha anche auspicato a Sky Tg24 una possibile data: quella del 23 aprile.

Detto dello stop a ballottaggio e candidature multiple, restano invece tutti gli altri punti dell’Italicum. La Consulta infatti non ha toccato il punto dei capilista bloccati: i capilista restano dunque di fatto i primi ad ottenere un seggio. Conferme anche per soglie di sbarramento e quote rosa. Le motivazioni della sentenza dovrebbero giungere invece a metà febbraio. Ma è chiaro che da domani le giornate politiche si faranno sempre molto più calde, tenendo conto di una possibile e concreta apertura al voto anticipato rispetto al termine naturale della legislatura.

 

foto da: ilpost.it

Cosimo Cataleta


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