In memoria di Yirelis Santana: Una veglia di preghiera per ricordare una vita spezzata a Cassino
Cronaca Lazio Frosinone

In memoria di Yirelis Santana: Una veglia di preghiera per ricordare una vita spezzata a Cassino

mercoledì 31 maggio, 2023

Veglia di preghiera per Yirelis Santana, la 34enne uccisa a Cassino. Nella chiesa dell'istituto Don Bosco, a Sampierdarena, il ricordo con i familiari e gli amici anche il console della Repubblica Dominicana


Una veglia di preghiera per Yirelis Santana, nella chiesa dell'istituto Don Bosco a Sampierdarena.
La 34enne dominicana, picchiata e poi accoltellata a Cassino, dove si era trasferita, ma la residenza era a Genova dove vivono i tre figli e la mamma.
Per il femminicidio è stato fermato un 26enne, Sandro Di Carlo, secondo gli inquirenti sarebbero sue le molte tracce e in particolare un'impronta trovate nell'abitazione della donna in via Pascoli.
Stasera Yirelis Santana sarà ricordata nel quartiere genovese, alla funzione parteciperà anche il console generale della Repubblica Dominicana a Genova, Nelsón Carela Luna.

La cronaca
C'è un fermato per il femminicidio di Cassino. La donna era residente a Genova

La Polizia lo ha raggiunto nella sua abitazione in tarda serata, è sospettato di aver ucciso a coltellate Yrelis Santana, 34enne di origine dominicana

Dalla nostra redazione di Roma il servizio di Antonia Moro racconta il l delitto in Ciociaria, la vittima viveva a Genova.

È un italiano di 26 anni l'uomo che è stato fermato domenica sera (28 maggio), perché sospettato di aver ucciso fra venerdì notte e sabato a colpi di lama e in modo efferato Yrelis Santana, dominicana di 34 anni, nella sua abitazione in via Pascoli a Cassino. Il sospettato è Sandro Di Carlo, figlio di una famiglia di imprenditori locali. Era nella sua abitazione quando gli agenti della squadra mobile della questura di Frosinone, guidati da Flavio Genovesi, lo hanno bloccato, dopo averlo individuato alla stazione di Roccasecca di ritorno in pullman da Roma.

Per tutta la serata la Polizia ha setacciato i terreni a ridosso dell'abitazione in cerca dell'arma usata per il delitto, il sospetto è che sia stata sotterrata nei campi. A condurre gli agenti fino all'uomo è stata una delle tracce rinvenute nell'appartamento di via Pascoli dove viveva Yirelis, brutalmente uccisa e sfigurata da 12 coltellate.

Sul suo telefonino la Polizia avrebbe trovato anche il nome dell'uomo bloccato. Si indaga nel mondo della prostituzione: sono state interrogate decine di persone, ma per ora non sono emerse indicazioni utili. Nessuno avrebbe nemmeno sentito grida o rumori particolari, provenienti dall’appartamento. Si attende ora l'esame autoptico sul corpo della donna.

L'assassino ha commesso un errore lasciando diverse tracce e in particolare un'impronta. È su quel dettaglio che gli investigatori hanno concentrato la loro attenzione. Due poi le piste sulle quali hanno lavorato senza sosta gli uomini del dottor Flavio Genovesi e della dottoressa Silvana Maffei: il cellulare della vittima (due secondo alcune fonti), le telecamere che illuminano le strade intorno all'alloggio.

Una, o entrambe, hanno fornito alla dottoressa Maria Beatrice Siravo un percorso investigativo da approfondire. Le ricostruzioni hanno portato a stabilire che la vittima era originaria di Jima Abajo La Vega, comune della Repubblica Dominicana. E che da diverso tempo viveva in Italia: Genova, dove ancora ci sarebbe la mamma e anche tre figli, tutti minorenni.

A Vercelli risulta un passaggio per lo stato civile: gli investigatori non si sbottonano e non spiegano se sia un matrimonio con un italiano o un permesso di lavoro, in entrambi i casi un passaggio con cui regolarizzare la presenza in Italia.

Altri elementi li fornirà il dottor Fabio De Giorgio, il medico che ieri effettuato l'esame esterno della salma. Oggi (lunedì) riceverà l'incarico di effettuare l'autopsia, nel pomeriggio. Stabilirà se la morte sia avvenuta per dissanguamento come lascia presupporre la profonda ferita alla gola; se ci sia stato un tentativo di strangolamento, come lascia intuire il segno viola intorno al collo.

Parleranno anche le ferite sul volto: una volta pulite si capirà se sono colpi casuali finiti sul viso della vittima o se siano dei tagli per sfregiare il corpo.

Un altro tassello arriverà dall'analisi del traffico telefonico: quasi nessuna chiamata, un messaggio di auguri a casa per la festa della mamma che alle sue latitudini si festeggia in questo periodo. Il connazionale che ieri sera assicurava di amicizie poco raccomandabili? Pista evanescente. L'amica che dice di averla vista sabato mattina? Potrebbe essere stata l'ultima ad averla vista viva. Oltre all'assassino.

Dalla nostra redazione di Roma il servizio di Antonia Moro

Ma chi è il presunto assassino e chi era la donna uccisa a Cassino ? Vediamo nel servizio del collega della Tgr Lazio Pasquale Notargiacomo


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