Migranti: chiusa la rotta balcanica, l'Italia costituirà la più appetibile opzione
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Migranti: chiusa la rotta balcanica, l'Italia costituirà la più appetibile opzione

giovedì 10 marzo, 2016

 ROMA, 10 MARZO 2016 - Dopo la Slovenia, che ieri ha annunciato di accettare solo i richiedenti asilo oppure casi particolari per ottemperare a scopi umanitari, anche Serbia, Croazia e Macedonia impediranno il passaggio ai profughi.[MORE]

Così, la rotta dei Balcani, la lunga traiettoria intrapresa dai migranti per raggiungere l’Europa occidentale e preferita soprattutto da siriani ed eritrei, è definitivamente chiusa. Con molta probabilità, quindi, i migranti sceglieranno di raggiungere l’Europa attraversando la via del Mediterraneo, e l’Italia ne costituirà il principale porto d’attracco. Slovenia, Serbia, Croazia e Macedonia, che hanno annunciato la chiusura delle frontiere, consentiranno infatti il passaggio solo a chi sarà provvisto di passaporti e visti validi per entrare nell’area Schengen o, sottolinea la Lubiana, ai richiedenti asilo e a chi necessita di assistenza umanitaria. Mentre la Croazia respinge in Grecia i 408 migranti che si trovano nel centro di accoglienza di Slavonski Brod, l’Ungheria annuncia lo stato di crisi in tutto il territorio, rafforzando i controlli lungo il confine meridionale. Il ministro dell’Interno Sandor Pinter rivela le sue perplessità circa le reazioni dei “migranti che si trovano tuttora in quei Paesi, - dato che - nell’area balcanica ci sono circa 10mila rifugiati”, ma ribadisce che Budapest erigerà un muro anche al confine con la Romania nel caso in cui il flusso migratorio di dirigesse lungo quell’asse.

La Macedonia precisa di non aver chiuso la frontiera e spiega che l’impedimento degli ingressi è la naturale conseguenza del blocco istituito da Slovenia, Croazia e Serbia. Angela Merkel si pone contro il sigillo della rotta balcanica: “Questa non è la soluzione. Naturalmente arrivano in Germania meno migranti, ma non possiamo farci belli in 27 Paesi e lasciarne uno solo con i problemi” conclude riferendosi alla Grecia, dove sono “intrappolati” ben 40mila migranti, di cui 15mila in condizioni disumane. Ma, stando a quanto affermato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, la decisione di chiudere la rotta balcanica è “una scelta comune dei 28”. La Commissione europea, tramite la portavoce Natasha Bertaud, conferma che la Slovenia “ha informato Bruxelles e i Paesi vicini” e sostiene che “questo è in linea con le conclusioni del vertice Ue del 18 Febbraio, reiterate il 7 Marzo: stiamo tornando a una situazione in cui tutti gli Stati stanno applicando in pieno il codice Schengen, mettendo fine all’ ‘approccio a ondata’”. Anche Estonia, Lettonia e Lituania stanno pensando di chiudere le frontiere. “La creazione di tante barriere sta creando una sorta di imbuto in cui la Grecia resta isolata, ed è ipotizzabile che attraverso un passaggio in Albania possa determinarsi una nuova rotta adriatica” spiega il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione.

Anche il governatore pugliese Michele Emiliano si dice preoccupato sulla probabilità che “in Puglia questa estate arrivino 150 mila persone”. Per quanto concerne l’Italia infatti, da Gennaio sono sbarcate ben 9.307 persone e 16.080 sono stati i richiedenti asilo. Secondo una stima del Viminale, a fine anno saranno 80mila i migranti che avranno raggiunto il nostro Paese. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che oggi sarà presente a Bruxelles per la riunione del Consiglio dell’Interno, dice che “la tabella di marcia della Ue è superare il mosaico di decisioni unilaterali e arrivare al ripristino della piena operatività di Schengen entro il 2016”. Ma l’intesa con la Turchia, il cui testo sarà pronto per la prossima settimana, per presentarlo durante il coevo summit dei leader, non è però ben vista dal Parlamento europeo. Quest’ultimo, dopo la bocciatura giunta dall’Onu, chiede delucidazioni e sottolinea che è necessario rispettare le norme internazionali sul diritto d’asilo e che i negoziati sull’adesione di Ankara alla Ue e la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi non devono essere associati alla questione dei migranti.

 

Luna Isabella

(foto da elbornblog.wordpress.com)


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