Sveva Mancuso, replica sull’articolo dell’avvocato Antonello Talerico
Riceviamo e pubblichiamo
Sono Sveva Mancuso, erede della famiglia Mancuso e figlia di Silvano Mancuso.
Intervengo pubblicamente perché ritengo doveroso ristabilire alcuni fatti dopo le dichiarazioni dell’avvocato Antonello Talerico, che, nel replicare alle critiche rivolte alla sua iniziativa sull’Albergo delle Fate, ha ritenuto opportuno chiamare direttamente in causa la mia persona, il mio percorso giudiziario e persino il rapporto professionale che in passato ci ha legati.
Non intendo alimentare una polemica personale.
Intendo, invece, difendere la verità dei fatti, la storia della mia famiglia e la dignità di una vicenda giudiziaria che mi riguarda direttamente.Ancora oggi in Cassazione.
L’Albergo delle Fate non è un trofeo mediatico
L’Albergo delle Fate e Villaggio Mancuso non sono nati ieri e non sono diventati improvvisamente un simbolo della Sila perché qualcuno ha lanciato oggi un’iniziativa di raccolta di adesioni.
La storia dell’Albergo delle Fate appartiene alla mia famiglia e al territorio.
Mio nonno Eugenio Mancuso ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di Villaggio Mancuso e dell’Albergo delle Fate. Dopo la morte di mio padre Silvano, sono diventata erede e continuo a vivere e a occuparmi delle proprietà e delle vicende della mia famiglia.
Questa non è una “autoproclamazione”.
È una storia familiare, patrimoniale e documentale che non può essere cancellata da un comunicato stampa.
Sul contenzioso: non basta dire che “le sentenze parlano da sole”
L’avvocato Talerico sostiene che la compravendita del 15 giugno 2000 sarebbe stata vagliata da due sentenze conformi e che ciò avrebbe “chiuso la partita” al di là del ricorso in Cassazione.
Questa è una sua interpretazione della vicenda.
Io sono la parte che ha promosso e portato avanti il contenzioso e so perfettamente quali sono le ragioni per cui ho ritenuto e continuo a ritenere necessario difendere i miei diritti.
Il fatto che esistano decisioni nei precedenti gradi di giudizio non autorizza nessuno a trasformare una vicenda giudiziaria complessa in uno slogan, né tantomeno a presentare la mia posizione come quella di chi non accetta semplicemente una sentenza.
Il ricorso per Cassazione è stato presentato e la vicenda giudiziaria ha seguito il suo percorso.
Saranno gli organi della giustizia a stabilire definitivamente ciò che deve essere stabilito.
Non sarà una raccolta di firme, una conferenza stampa o un comunicato a sostituirsi alla magistratura.
Una precisazione ancora più importante riguarda il mio precedente rapporto professionale con l’avvocato Talerico
Leggo nell’articolo che l’avvocato Talerico afferma che io gli avrei rappresentato l’esistenza di “carte e prove decisive” che “alla prova dei fatti non esistevano” e che “non sono mai state prodotte agli atti”.
Questa affermazione riguarda direttamente me.
E proprio per questo non posso lasciarla passare come una semplice opinione.
Se l’avvocato Talerico ritiene che io gli abbia rappresentato circostanze false o inesistenti, dovrà assumersene la responsabilità e indicare con precisione quali sarebbero queste prove, quando gli sarebbero state rappresentate e in quale modo sarebbero state valutate nel procedimento.
Io, per parte mia, sono disponibile a confrontarmi esclusivamente sui documenti, sugli atti e sui fatti.
Non sulle ricostruzioni giornalistiche.
Non accetto che la mia battaglia venga descritta come immobilismo
Da anni difendo ciò che ritengo essere un patrimonio della mia famiglia e del territorio.
Chi oggi parla di “militanza”, di “sit-in”, di “comunicati” o di persone che starebbero semplicemente “strepitando dal recinto” dovrebbe prima conoscere fino in fondo la storia di chi ha vissuto e continua a vivere quella realtà.
Io non sono arrivata oggi a Villaggio Mancuso per occuparmi dell’Albergo delle Fate.
Io sono figlia e nipote di quella storia.
Per questo non accetto che il mio ruolo venga ridotto a quello di una persona che ostacola un progetto di acquisizione
La tutela dei propri diritti non è immobilismo.
La tutela della memoria familiare non è immobilismo.
Difendere davanti ai tribunali ciò che si ritiene essere un proprio diritto non è immobilismo.
E soprattutto: nessuno confonda il consenso con la proprietà
Che un’iniziativa raccolga 200.000 euro di impegni o che possa arrivare a 500.000 euro è un dato che rispetto.
Ma il consenso di molte persone non determina la proprietà di un immobile.
La proprietà, la titolarità, la disponibilità giuridica del bene e la possibilità di trasferirlo sono questioni che appartengono agli atti, ai contratti, ai registri e alla magistratura.
Non alla comunicazione.
Per questo trovo improprio che si tenti di presentare la mia posizione come un ostacolo personale all’iniziativa di altri.
Io non devo concedere autorizzazioni a nessuno.
Ma allo stesso modo nessuno può pretendere di cancellare la mia posizione, la mia storia e i miei diritti perché esiste un progetto alternativo.
Una cosa però la voglio dire con chiarezza
Io non ho paura del confronto.
Non ho paura degli atti.
Non ho paura delle sentenze.
E non ho paura che la documentazione venga conosciuta dall’opinione pubblica.
Anzi.
Chiedo che tutto venga finalmente messo sul tavolo: atti di vendita, statuti societari, poteri degli amministratori, documentazione relativa alla compravendita del 15 giugno 2000, sentenze, ricorsi e ogni altro documento utile a comprendere realmente la vicenda.
Poi saranno i fatti a parlare.
Non le provocazioni.
Non le accuse personali.
Non le raccolte di adesioni.
Non i comunicati.
L’Albergo delle Fate merita rispetto
L’Albergo delle Fate non ha bisogno di essere utilizzato come terreno di scontro politico o personale.
Merita un progetto serio, trasparente e rispettoso della sua storia.
E soprattutto merita che nessuno racconti ai calabresi che esiste una sola verità semplicemente perché una delle parti ha scelto di comunicarla con maggiore forza sui giornali.
Io continuerò a difendere la mia famiglia, la mia storia e i miei diritti nelle sedi competenti.
**Con gli atti.
Con i documenti.
Con la legge.
E senza paura.**
E mi riservo di procedere per querelare chiunque intralci il mio cammino diffamando la mia storia .
Sveva Mancuso
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