Alitalia: governo propone newco con FS e MEF
Economia Lazio Roma

Alitalia: governo propone newco con FS e MEF

venerdì 12 ottobre, 2018

ROMA, 12 OTTOBRE – La principale compagnia aerea in Italia torna al centro del dibattito politico dopo più di un anno dall’ingresso in amministrazione straordinaria, conseguente all’uscita dalla società dell’azionista Etihad che nel 2015 aveva acquisito il 49% di Alitalia e consentito il rinnovo di marchio e livrea. Nel 2017, la compagnia si era infatti ritrovata a fronteggiare una nuova crisi finanziaria, con la necessità di reperire nuove risorse per effettuare una ricapitalizzazione e l’avvio di un nuovo piano industriale; le proposte avanzate dagli amministratori della società erano state tuttavia respinte dai dipendenti attraverso un referendum aziendale, dunque l’assemblea dei soci era stata costretta ad approvare l’ingresso in amministrazione straordinaria, ottenendo peraltro dal Ministero dello Sviluppo Economico un prestito-ponte da 600 milioni di €. L’obiettivo era quello di consentire il regolare svolgimento delle attività aziendali fino a quando non fosse stato trovato un acquirente idoneo, anche mediante l’opera di ricerca in tal senso svolta dai commissari straordinari nominati dallo stesso Ministero.

L’attuale ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, avrebbe appunto nelle ultime settimane lavorato ad una nuova proposta per il rilancio di Alitalia, con l’obiettivo di esporne i termini nell’incontro odierno con i sindacati dei lavoratori della ex compagnia di bandiera. Si avvicina, infatti, la prima scadenza per la restituzione del prestito che era stato concesso all’azienda (il termine è il 10 dicembre), pertanto il Ministero starebbe puntando a trovare una nuova soluzione alla questione per la fine del mese di ottobre, considerando che in CdM sarebbe stata esclusa categoricamente la possibilità di concedere deroghe di qualsiasi tipo.

La proposta elaborata dal Ministero prevedrebbe la costituzione di una vera e propria newco, una nuova impresa basata su un progetto di ristrutturazione aziendale, di spin-off o di start-up, chiamando in causa partner tecnici considerati strategici. Di Maio ed il suo gruppo di lavoro starebbero in particolare pensando ad una partnership con la società delle Ferrovie dello Stato, società per azioni che ha il Ministero dell’Economia e delle Finanze come principale azionista – ma è possibile anche che quest’ultimo partecipi all’ipotetica newco in maniera più diretta, acquisendone una quota intorno al 15%. Altra possibilità, peraltro non alternativa, riguarderebbe la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti (comunque anch’essa controllata per circa l’83% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, accanto alle varie fondazioni bancarie che ne detengono il restante 16-17%). Nel nuovo progetto ministeriale, inoltre, sarebbe prevista la conversione in equity di una parte del prestito ad opera del MEF, in modo tale da realizzare indirettamente un primo investimento di capitali nella nuova società, la quale potrebbe così arrivare ad una dotazione iniziale di quasi 2 miliardi di €. Secondo Di Maio, tale dotazione consentirebbe ad Alitalia di tornare competitiva e di avere nuovo slancio a livello internazionale, riemergendo dalla linea di galleggiamento sulla quale si trova da anni; è per questo che il vicepremier starebbe spingendo per arrivare ad una manifestazione di interessi con offerta vincolante per Alitalia già per il 31 ottobre.

La linea perseguita dal Ministero è stata condivisa anche dal premier Conte, che ha confermato il massimo impegno per rilanciare la compagnia aerea italiana ed il suo ruolo strategico per l’offerta turistica nel Paese. Secondo il Primo Ministro, per valorizzare ulteriormente l’industria turistica italiana rendendo più efficiente ed attrattivo il sistema di trasporti, si dovrebbe “continuare a puntare sulla competitività di Alitalia, affidata alla possibilità di raggiungere le mete a costi accessibili e ad orari intelligenti”. Un esempio potrebbe essere appunto quello di realizzare l’ingresso delle FS nella società, in modo da lavorare all’emissione di un biglietto unico per aerei e treni: “i turisti che arrivano in Italia potrebbero così spostarsi più facilmente in diverse zone del Paese” – ha dichiarato Conte da Addis Abeba (dove si è recato in visita istituzionale dopo la pace siglata tra Eritrea ed Etiopia), concludendo con un plauso ai suoi colleghi del Ministero dello Sviluppo Economico, protagonisti a suo avviso di un ottimo lavoro per il rilancio di Alitalia, poiché “creare una partnership con FS e magari un’altra o più aziende partecipate dallo Stato va proprio in questa direzione”.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: uomoemanager.it


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