Anche Chieti ha bocciato la 'buona scuola' di Renzi

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CHIETI, 5 MAGGIO 2015 – Non ci sono solo i mega cortei di Roma, Milano, Aosta, Bari, Cagliari,...

CHIETI, 5 MAGGIO 2015 – Non ci sono solo i mega cortei di Roma, Milano, Aosta, Bari, Cagliari, Palermo e Catania. Anche Chieti, come tante altre città, scende in piazza contro la riforma della scuola del governo Renzi. Questa mattina un fiume di palloncini colorati ha invaso Piazza Vico e corso Marrucino per far “volare in alto la protesta”.

Ieri l’insegnante Carmela Caiani del comitato flash mob cittadino ha dichiarato: «porteremo simbolicamente dei palloncini colorati, un modo semplice per dire che noi abbiamo la capacità di volare più in alto dei politici che ci governano. Vogliamo coinvolgere tutti coloro che vogliono difendere la scuola pubblica, libera e democratica; pertanto in piazza cercheremo di spiegare le ragioni che ci spingono a rigettare la riforma del Governo».

Una riforma che non piace proprio a nessuno dato che lo sciopero è stato proclamato in maniera unitaria da Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal: uno sciopero così non si vedeva dal 2007 ed alcuni lo hanno definito "il più grande di sempre” .

Si protesta per le categorie escluse dal piano straordinario di assunzione, si protesta contro la figura del super preside che avrà il potere di scegliere gli insegnanti più adatti, si protesta contro le detrazioni previste per gli alunni delle scuole paritarie, si protesta per conoscere la condizione edilizia degli edifici scolastici italiani.

« Il tema scuola per me è un tema chiave. Poi nel merito- dichiara il presidente del Consiglio Renzi- continueremo a discutere nei prossimi giorni: sulle assunzioni di determinate categorie piuttosto che di altre e sull'organizzazione del sistema scolastico. Siamo pronti ad ascoltare e condividere»

«C'è la disponibilità del Senato a sentire i docenti che oggi hanno scioperato» ha detto il presidente del Senato, Piero Grasso.

Lo slogan che ha accompagnato il coloratissimo corteo teatino di oggi, "l'obbedienza non è una virtù", suona quasi come un profetico avvertimento: sarà difficile convincere gli insegnanti che quella pensata da Renzi è “la buona scuola”.

Fonte foto: Filckr.com

Chiara Innocenti

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