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Bankitalia: Misiani, perchè governo ritarda nomina direttorio?

Lombardia > Milano

ROMA, 12 APRILE - "Perchè il presidente Conte, il ministro Tria e il governo non hanno ancora proceduto al rinnovo del Direttorio della Banca d'Italia nonostante sulle nomine ci sia il via libera del Governatore e del Consiglio Superiore di Bankitalia?". A chiederlo è il senatore Antonio Misiani con un'interrogazione al presidente del Consiglio sottoscritta da altri 31 senatori Pd.

"Al Direttorio - spiega Misiani - spetta la competenza di assumere provvedimenti aventi rilevanza esterna tra i quali la partecipazione della Banca d'Italia al Sebc (Sistema Europeo delle Banche Centrali), salvi i poteri e le competenze del Governatore, la presenza al Consiglio di vigilanza dell'Ssm (Single Supervisory Mechanism) e al Consiglio delle autorità di vigilanza dell'EBA (European Banking Authority). Inoltre, i membri del Direttorio sono chiamati a svolgere, almeno tre volte l'anno, audizioni parlamentari, in occasione della presentazione alle Camere dei principali provvedimenti di bilancio del Governo: il Documento di economia e finanza, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e il disegno di legge di bilancio".

 "Funzioni e compiti di grande rilevanza e strategici per il Paese e le istituzioni - aggiunge - E nonostante siano passati 15 giorni dalle nomine espresse dal Consiglio Superiore della Banca d'Italia lo scorso 28 marzo, il governo non ha ancora avviato l'iter procedurale previsto per la ratifica delle stesse. E' urgente che l'esecutivo chiarisca cosa sta succedendo e se non ritenga urgente inserire nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri la questione relativa alla ratifica delle nomine del Direttorio della Banca d'Italia". "Il prolungamento dei tempi per la ratifica delle suddette nomine - conclude Misiani - sta infatti impedendo la piena operatività degli organi centrali dell'Istituto che hanno l'obiettivo di rendere più sicuro ed efficiente il sistema finanziario, nell'interesse dei cittadini, dei risparmiatori e dell'economia nel suo complesso".