Basket, Coppa Italia: festa Torino, Brescia battuta in finale e trofeo conquistato

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FIRENZE, 18 FEBBRAIO – L’Auxilium Torino ha battuto la Leonessa Brescia 69-67 al termine...

FIRENZE, 18 FEBBRAIO – L’Auxilium Torino ha battuto la Leonessa Brescia 69-67 al termine dell’ennesima partita conclusa al fotofinish in questo weekend cestistico del Mandela Forum, conquistando così per la prima volta la Coppa Italia e succedendo all’Olimpia Milano nell’albo d’oro di questa competizione. La finale ha regalato intensità ed emozioni ed è stata decisa da un lampo improvviso da fuoriclasse di Vujacic, già abituato a ben più importanti vittorie dall’alto della sua esperienza oltreoceano (due anelli vinti con i Lakers). Memorabile l’impresa del giovanissimo neo-coach Galbiati, che ha condotto a Firenze una squadra stravolta dopo le dimissioni di Recalcati (a sua volta già succeduto a Banchi), ma che ha saputo infondere certezze ad un gruppo che in campionato sembrava quasi allo sbando.

L’avvio di gara per Torino non è stato in realtà dei migliori: il quintetto in casacca gialla ha fatto registrare un pessimo 1/10 dal campo nella prima frazione, che non sembrava promettere bene in vista del prosieguo, peraltro a fronte dell’avvio sprint di Landry. Galbiati è stato costretto a chiamare il primo time-out al 5’ per spezzare il ritmo avversario e cercare di far riordinare le idee ai suoi e l’ingresso in campo di Mazzola e Poeta ha iniziato presto a pagare dividendi, soprattutto nella metà campo difensiva. La Leonessa ha a sua volta rallentato bruscamente, segnando soli 7 punti (di cui 6 da parte del solo Sacchetti in uscita dalla panchina) nei successivi 5’, abbassando inoltre drasticamente le proprie percentuali dal campo fino a raggiungere il 35% dei Piemontesi a fine primo quarto.

Rotto il ghiaccio al rientro sul parquet dopo il primo mini-riposo, invece, lo spartito è cambiato e la Germani è volata improvvisamente a +9 anche grazie ad un bel gioco da 4 punti completato proprio dal figlio di Meo (con una inusuale tripla entrata dopo il rimbalzo della palla sul tabellone). L’Auxilium ha provato a contenere i danni e limitare il passivo, ma ha poi anche ricevuto una scossa decisiva da Blue, che si è acceso nel corso della seconda frazione ripetendo alcune delle magie della semifinale, consentendo ai suoi di non perdere contatto con gli avversari. Il duo Blue-Garrett ha trascinato Torino fino all’intervallo lungo, tenendo praticamente in vita l’Auxilium combinando per 17 punti, decisamente utili in un primo tempo da 4/17 dalla lunga distanza.

Nel terzo quarto è salito in cattedra L. Vitali, che ha iniziato a costruire molto bene il gioco della compagine bresciana (raccogliendo inoltre 6 rimbalzi e smazzando 8 dei suoi 10 assist complessivi in questa frazione), pur praticamente senza segnare (0/6 dal campo, alla fine sarà 1/8). La Fiat è quindi riuscita a recuperare nuovamente lo svantaggio con Washington ed il solito Blue, impattando a quota 36 al 24’, ma continuando a subire le continue fiammate di M. Vitali e Landry. Tra il 26’ ed il 29’ sono poi arrivati il primo squillo della partita di Vujacic e tre triple consecutive di Boungou-Colo, ma la Germani è riuscita a rimanere con la testa avanti (53-56) anche al 30’.

L’ultimo quarto è stato particolarmente teso, entrambi gli attacchi hanno sofferto di asfissia per larghi tratti e ciò ovviamente sembrava giovare psicologicamente alla squadra in vantaggio. Dopo tantissimi errori, al 36’ Poeta ha pescato un vero e proprio jolly segnando con un tentativo folle da 8 metri, ridando così ossigeno e fiducia ai Gialloblu. Come prevedibile, infatti, le squadre sono arrivate nell’ultimo minuto in perfetta parità (67-67) e sono saltati gli schemi, ma dalla confusione generale è improvvisamente emerso Vujacic, che ha segnato con un bel lay-up a 2”40’ dalla sirena, valso il +2 su Brescia, al termine di un contropiede perfettamente orchestrato da Washington. Nonostante il tempo rimasto a disposizione, quello dell’ex-Lakers è stato l’ultimo canestro della partita, chiusasi definitivamente con l’ultimo tentativo fallito da Moss nell’ultimo possesso. Inutili pertanto per Brescia i 22 punti di Landry, in un match condotto nel risultato per 36 minuti ma perso proprio nel finale con tanto rammarico per i tifosi lombardi, testimoni di troppi errori al tiro (ancora più gravi nelle occasioni che la Leonessa ha avuto per chiudere la gara quando era in vantaggio) ma nel complesso di una finale davvero emozionante.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: repubblica.it

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