Come nasce la dipendenza dall'alcol: la scoperta dell'Università di Cagliari

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CAGLIARI, 29 OTTOBRE 2013- Sono stati individuati per la prima volta i meccanismi biologici che rego...

CAGLIARI, 29 OTTOBRE 2013- Sono stati individuati per la prima volta i meccanismi biologici che regolano la dipendenza dall’alcol. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Addiction Biology, si deve a una ricerca effettuata dal gruppo dell’ Università di Cagliari guidato da Elio Acquas, supportata in parte dalla Regione Autonoma della Sardegna.

Secondo i ricercatori la scoperta potrebbe aprire le porte allo studio di nuove terapie per combattere l' alcolismo. L' indagine, condotta sui topi, ha svelato il meccanismo, basato su due passaggi, secondo cui l’alcol etilico (o etanolo) stimola le cellule nervose in una regione del cervello chiamata area ventrale del tegmento (Vta). Queste cellule producono un neurotrasmettitore, sostanza che permette la comunicazione intercellulare, chiamato dopamina, e sono implicate nel controllo di funzioni come la motivazione e l’affettività, le cui alterazioni sono alla base di disturbi psichiatrici, come depressione, schizofrenia, tossicodipendenza, e quindi anche alcolismo. E’ stato dimostrato che quando l’alcol raggiunge queste cellule viene trasformato prima in un’altra molecola, chiamata acetaldeide, che successivamente reagisce con la dopamina rilasciata dalle stesse cellule nervose, e genera il salsolinolo che eccita le cellule di questa area cerebrale ponendo le basi per il potenziale sviluppo della dipendenza.

La ricerca dimostra anche che quando si impedisce la formazione del salsolinolo, l’etanolo non può eccitare le cellule nervose del piacere e quindi non può esercitare il suo potenziale d’abuso.
Secondo Acquas il lavoro, sia per le sue implicazioni preventive sia terapeutiche, potrebbe avere ricadute immediate, poiché intervenendo su uno dei due passaggi che precedono la formazione del salsolinolo, si può impedire che l’etanolo eserciti gli effetti che stanno alla base dell’isorgenza dell' etilismo.

“Si potrebbe - spiega l’esperto - o inibire l’enzima coinvolto nella conversione dell’etanolo in acetaldeide, oppure eliminare l’acetaldeide somministrando sostanza più reattive della dopamina e inducendo la molecola a generare sostanze biologicamente inattive e a non produrre quindi il salsolinolo”.

(immagine tratta da www.unionesarda.it)

Silvia Giordano

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