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Covid: Impennata contagi e decessi, 'città fuori controllo' Regioni vanno in coprifuoco

Lazio > Roma

ROMA, 21 OTT - La seconda ondata del coronavirus non si ferma, aumentano casi, pressione sugli ospedali e regioni che "chiudono", ultimo arrivato il Lazio, seguendo un "protocollo" nazionale e con il ritorno delle "autocertificazioni": il tutto causato da una vera e propria impennata di contagi, con 15.199 casi di positività, quasi 4.500 in più in 24 ore, e 127 morti, un dato che fa tornare indietro al 22 maggio, quando i decessi furono 130. I numeri elaborati dal ministero della Salute non lasciano dubbi: se i dati del fine settimana avevano fatto pensare ad un rallentamento, il record di tamponi (oltre 177 mila) registra una incidenza rispetto ai nuovi casi pari all'8,5%, minore di altri Paesi, ma in crescita rispetto alla scorsa settimana. 

Situazione che il governo sta affrontando con gli enti locali, regioni e comuni in particolare, grazie ad un protocollo di iniziative mirate, come già avvenuto con Lombardia e Campania che hanno messo in campo i primi coprifuoco, seguite anche da Piemonte, Liguria e dal Lazio. Quello che preoccupa gli esperti, infatti, sono "alcune aree metropolitane come Milano, Napoli e probabilmente Roma - ha detto Walter Ricciardi - già fuori controllo", hanno "numeri troppo alti per essere contenuti con il metodo tradizionale del testing e tracciamento". In questi casi "devi bloccare la mobilità. 

Ci troviamo come nel 1400 a Venezia, nonostante le tecnologie di cui disponiamo". Una situazione che fa crescere, di conseguenza, la pressione sul sistema sanitario, testimoniata dall'aumento degli interventi Covid del 118: sono 56 le terapie intensive in più rispetto a lunedì (quando però erano aumentate di 73), con un incremento generale degli attualmente positivi pari a +12.703, per un totale di 155.442. I guariti sono 2.369 che portano ad un complessivo di 257.374. 

Oltre al record della Lombardia con oltre 4 mila nuovi casi, sono 4 le regioni con oltre mille contagiati in 24 ore: Piemonte e Campania (ambedue oltre i 1.700), poi Veneto e Lazio. Tutte le regioni stanno aumentando i posti letto covid e le terapie intensive: in Lombardia, in particolare, stanno riaprendo le strutture temporanee delle Fiera di Milano e di Bergamo, con 200 posti di cure intensive in più. Nelle Marche, poi, ritorna "l'ospedale di Bertolaso", con 14 posti di terapie semintensiva a Civitanova Marche. L'impegno è ora di "non perdere più tempo", come ha rimarcato Agostino Miozzo, presidente del Comitato Tecnico Scientifico: "Stiamo entrando in una seconda fase della pandemia. Abbiamo avuto tanto tempo per preparaci adeguatamente e mi chiedo se il sistema abbia utilizzato il tempo disponibile. Quando vedo le immagini di persone 8-10 ore in coda al drive-in per fare il tampone ho la sensazione che la risposta alla domanda sia drammaticamente negativa. 

Non abbiamo fatto tutto quello che avremmo dovuto fare". Dopo il Dpcm di domenica 18 ottobre, con le polemiche poi rientrate con i sindaci per le 'mini zone rosse', il governo è al lavoro ad un protocollo sulle linee guida che fissino le regole comuni da seguire per le misure contenute nelle varie strette anti-contagio decise da ogni Regione. Documento per stabilire i criteri generali che servono a coordinare i territori, in accordo con il governo stesso. Proprio per questo la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese ha riunito i sindaci delle Città Metropolitane, dando la collaborazione del Viminale: "Sono convinta che la consueta stretta collaborazione tra il ministero dell'Interno e i sindaci, come è già successo con grande senso di responsabilità all'inizio dell'emergenza sanitaria, consentirà di affrontare tutte le problematiche legate ai controlli e alle possibili chiusure di aree urbane". 

Controlli che si stanno intensificando (67 mila con 248 sanzioni, il bilancio del 20 ottobre), anche se è da registrare un caso che a Livorno ha visto una cinquantina di giovani aggredire vigili e carabinieri che avevano imposto l'uso delle mascherine, con il bilancio di due agenti feriti. Tra le restrizioni (coprifuoco alle 23, aumento della Dad, chiusure di centri commerciali) un caso particolare è quello della Campania: fino alla mezzanotte di giovedì sarà possibile spostarsi senza motivo da una provincia all'altra della Campania. Poi scatterà il blocco e occorrerà una valida motivazione per poterlo infrangere.