Cerca

Dino Lacanfora—Il cartografo dei mondi che non esistono

Redazione
Condividi:
Articolo segnalato da: Elsa Marcobaldi
Dino Lacanfora—Il cartografo dei mondi che non esistono
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~8 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

- Dino Lacanfora e i mondi che non esistono, dunque esistono.

Supponiamo che esista uno scrittore. Supponiamo che questo scrittore sia nato in un luogo chiamato Bernalda, in Lucania, e che da quel luogo abbia deciso — non per scelta, ma per necessità cosmica, come accade alle stelle che diventano supernove — di costruire altri luoghi. Luoghi che non troverete su nessuna mappa, eppure che riconoscereste immediatamente, come si riconosce il sapore dell'acqua quando si ha sete da molto tempo.

Questo scrittore si chiama Dino Lacanfora (Premio Mediterraneo per la Letteratura 2025).

-         La  molteplicità dei mondi 

Ogni grande scrittore, prima o poi, inventa una città. Dickens aveva Londra trasfigurata. Faulkner aveva Yoknapatawpha. Lacanfora ha San Sao Cacao.

San Sao Cacao non esiste. Ed è precisamente per questo che esiste più di ogni altra cosa. È quella cittadina di provincia che potrebbe trovarsi in Basilicata o in Messico, in California o in nessun posto, e che somiglia — con la fedeltà inquietante degli specchi — a tutti i luoghi che avete abitato o che avreste voluto abitare o che avete fuggito. Nei suoi vicoli si aggirano i freaks di Lacanfora: personaggi così autentici nella loro stravaganza da sembrare citazioni da una realtà più vera della nostra.

Il procedimento è quello del prisma: si prende la luce banale del quotidiano, la si fa passare attraverso la prosa di Lacanfora, e ciò che emerge dall'altra parte non è più bianco ma uno spettro completo di colori che non sapevate fossero lì, nascosti dentro la banalità originale.

-         La leggerezza come forma di coraggio

C'è una parola che ricorre, negli scritti su Lacanfora: geniale. È una parola che egli detesta, dicono. E ha ragione di detestarla, perché il genio è una categoria che spiega rimuovendo la necessità di capire — è un'etichetta che si appiccica sulle cose per non doverle guardare davvero.

Guardiamo dunque. Senza l'etichetta.

La scrittura di Lacanfora è riflessiva e fumettistica, esoterica e reale, insolita e tagliente, originale e folle — delle coppie di aggettivi che sembrano contraddirsi e invece si sostengono l'un l'altra come gli archi di una cattedrale gotica. La leggerezza non è superficialità: è la capacità di sollevare pesi enormi — la solitudine, la ribellione, la morte, il male — senza che il lettore senta lo sforzo. È la leggerezza del funambolo, non quella della piuma.

Applicare uno stile cinematografico alla narrativa, come fa Lacanfora, significa comprendere che la velocità e la profondità non sono nemiche. Un'inquadratura può durare un secondo e contenere un'eternità. Una frase può essere breve e risuonare per pagine.

-         La struttura come destino

Frankenstein Revolver, uno dei suoi primi romanzi, è diviso in 26 parti. Ventisei, come gli elementi che compongono un revolver. Questa non è una curiosità tipografica: è una dichiarazione di poetica.

Lacanfora è uno scrittore che crede nella struttura come gli alchimisti credevano nella trasmutazione — cioè con la certezza assoluta che la forma contenga già, in potenza, tutta la materia che la abiterà. Il romanzo non si costruisce parola dopo parola: si rivela, come si rivela la figura nascosta in un blocco di marmo.

In questo egli si avvicina a quella concezione della letteratura come cristallo — perfetta, geometrica, trasparente — dove ogni elemento è al suo posto non perché qualcuno lo abbia deciso, ma perché non potrebbe essere altrove. I suoi personaggi maschili portano nomi di assassini seriali, quelli femminili portano nomi di fiori: una grammatica simbolica che divide il mondo in violenza e bellezza, in storia e natura, in ciò che distrugge e ciò che germoglia.

-La Bambina calvo e il violino: la tenerezza come atto rivoluzionario

C'è però un'altro Lacanfora — o meglio: un altro piano della stessa architettura — che non vive tra i noir e le distopie, ma in quella zona più silenziosa e forse più coraggiosa in cui uno scrittore smette di urlare e comincia ad ascoltare.

*Cuor di Violino e la Bambina Calva*, illustrato da Marketa Senkyrik, è un libro che abita una dimensione apparentemente lontana dal resto della sua opera, eppure ne rivela il nucleo segreto. Perché ci vuole più audacia a scrivere con delicatezza che a scrivere con furore. Il furore è una maschera, e Lacanfora lo sa. La tenerezza, invece, non maschera nulla: mette a nudo.

La collaborazione con Marketa Senkyrik non è un ornamento: è una conversazione tra due linguaggi che si cercano e si trovano. Le immagini non illustrano il testo — lo abitano. E il testo non spiega le immagini — le ascolta. È quel raro momento in cui la parola scritta e quella visiva decidono di smettere di competere e si siedono insieme, come fanno i bambini quando qualcuno racconta loro una storia che non hanno ancora capito ma che già sentono vera.

La Bambina Calva è uno di quei personaggi che Lacanfora sa creare meglio di quasi chiunque altro nella narrativa italiana contemporanea: un essere al margine — del corpo, dell'età, della comprensione — che diventa improvvisamente il centro di tutto. Il violino, dal canto suo, è il vecchio sogno romantico della musica come linguaggio dell'indicibile, ma in mano a Lacanfora non è mai retorica: è strumento, nel senso fisico e filosofico del termine. Uno strumento per dire ciò che la parola sola non riesce a dire.

-         Il maestro del realismo magico lucano

C'è un equivoco comodo che accompagna ogni scrittore del Sud: quello per cui il fantastico meridionale sarebbe derivato, secondario, una versione minore e periferica del realismo magico sudamericano.

Lacanfora smonta questo equivoco senza nemmeno degnarsi di confutarlo esplicitamente — lo smonta con i fatti, cioè con i libri. Il suo fantastico non discende da García Márquez: discende dalle storie raccontate nelle masserie, dalla superstizione trasformata in cosmologia, dalla Lucania che è sempre stata terra di confine tra il mondo dei vivi e quello che sta appena al di là.

La sua geografia mentale oscilla tra il fantastico puro e il realismo più crudo, e le due dimensioni non si escludono: si contaminano, si infiltrano l'una nell'altra, finché non si riesce più a dire dove finisce la magia e dove comincia la realtà. Che è poi — se ci pensate bene — la condizione ordinaria dell'esistenza umana.

-         Il manuale e il metodo: quando lo scrittore insegna a guardare

Esiste però un Lacanfora ancora più inaspettato — e forse il più rischioso di tutti. Quello del *Manuale Universale di Scrittura Creativa*.

Perché scrivere un manuale è un atto pericolosissimo per uno scrittore. Significa prendere il proprio modo di vedere il mondo — quella cosa ineffabile, irripetibile, selvatica che chiamiamo voce — e tentare di descriverlo. Come spiegare il colore del cielo a qualcuno che non ha mai guardato in su. Come insegnare a qualcuno a innamorarsi seguendo istruzioni.

Eppure Lacanfora ci prova. E il fatto che ci provi è rivelatore: tradisce la convinzione che la creatività non sia un dono dei pochi ma un muscolo che tutti possiedono e quasi nessuno allena. Il manuale, in questa prospettiva, non è un libro di regole — le regole Lacanfora le ha sempre infrante con evidente soddisfazione — ma una mappa. Una mappa di territori interiori, tracciata da chi quei territori li abita da sempre e vuole indicare agli altri l'ingresso.

La letteratura è una funzione esistenziale, la ricerca della leggerezza come reazione al peso del vivere. Il manuale di Lacanfora sembra rispondere a questa definizione nel modo più diretto possibile: la scrittura creativa non si insegna, ma si può imparare — e la differenza tra questi due verbi contiene tutto.

-         Il demiurgo e ill suo specchio

Lacanfora ha costruito attorno a sé un sistema narrativo completo: esiste lui, esiste il Signor Lacanfora — il suo doppio letterario — esistono i personaggi dei romanzi, esistono i luoghi immaginari. Un universo che si regge su se stesso, autosufficiente, con le proprie leggi fisiche e morali.

Ogni scrittore è un demiurgo — ma la maggior parte dei demiurghi, una volta creato il mondo, si ritira pudicamente nell'ombra. Lacanfora no. Lacanfora resta nel mondo che ha creato, vi abita, vi dialoga con le proprie creature. È il giocatore che inventa le regole del gioco e poi ci gioca, sapendo che le regole potrebbero tradirlo, e trovando in questo rischio la ragione stessa dello scrivere.

I suoi romanzi — da Gino Bino Brillo a Nostra Signora della Santa Morte, da Le Filastorpie a Sex & Petrol & Rock'n'Roll, da Cuor di Violino e la Bambina Calva  al Manuale Universale di Scrittura Creativa  — non sono libri nel senso convenzionale del termine. Sono stazioni di un unico viaggio, capitoli di una sola opera infinita che si scrive e si riscrive, che si illumina e si oscura, che muore e rinasce a ogni pagina. E accanto a essi, silenziosi ma ugualmente necessari, stanno i libri illustrati con  Marketa Senkyrik e Riccardo Puntillo: a ricordare che uno scrittore completo non è solo chi crea mondi, ma chi sa anche abitare — con grazia diversa — il mondo dei bambini e il mondo di chi ancora non sa scrivere ma già sente il bisogno di farlo.

(Postilla brevissima, quasi una nota a piè di pagina)

Supponiamo, dunque, che esista uno scrittore. Supponiamo che questo scrittore abbia deciso — contro ogni logica del mercato, contro ogni prudenza editoriale — di abitare la propria immaginazione come se fosse l'unico posto al mondo dove valga la pena stare.

Ebbene: quel posto esiste. Si chiama Dino Lacanfora. Ed è, come tutti i luoghi davvero necessari, impossibile da trovare sulle mappe e impossibile da non trovare, una volta che si è cominciato a cercarlo.

Ii libri dell'autore sono disponibili su : https://www.marketas.net/shop

Un articolo di Elsa Marcobaldi 

 

 


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.