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Egitto, moniti di ONU e Casa Bianca per le 683 condanne a morte del tribunale di Minya

Dino Buonaiuto
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Egitto, moniti di ONU e Casa Bianca per le 683 condanne a morte del tribunale di Minya
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 IL CAIRO, 29 APRILE 2014 – Le Nazioni Unite e la Casa Bianca hanno duramente biasimato la decisione del tribunale di Minya, provincia meridionale egiziana, di condannare a morte ben 683 presunti islamisti, tra cui il leader dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie. La condanna, già annunciata il mese scorso, aveva provocato proteste a livello internazionale, sul giro di vite in atto in Egitto, nei confronti dei sostenitori dell'ex premier Morsi. Gli Stati Uniti, in particolare, esortano ora l'Egitto a modificare la sentenza quanto prima: «il verdetto di oggi, come quello di un mese fa, sfida anche le norme più elementari della giustizia internazionale», ha fatto sapere la Casa Bianca. «La sentenza non può conciliarsi con gli obblighi che l'Egitto ha nei confronti del diritto internazionale dei diritti umani».

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Nel merito si è espresso anche il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon: «verdetti simili non sembrano soddisfare gli standard di procedura di base, ma potenzialmente potrebbero compromettere le prospettive di stabilità a lungo termine». Ban Ki-Moon prevede di condividere le proprie preoccupazioni con il ministro degli esteri egiziano Nabil Fahmy il prossimo fine settimana. Nel frattempo il tribunale di Minya fa sapere di essere intenzionato a confermare le condanne in via definitiva il prossimo 21 giugno. Al Cairo, intanto, un altro tribunale sta fortemente ostacolando il movimento giovanile “6 aprile”, lo stesso che ha guidato le proteste del 2011, rovesciando il regime di Mubarak.

Il verdetto del tribunale di Minya è il primo rivolto alla guida spirituale del movimento dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie. «Questo è un processo politico contro coloro che si oppongono al potere dell'esercito», s'è levato come un coro, durante la pronunciazione della sentenza. La Fratellanza ha frattanto esortato gli egiziani a reagire alle “gravi violazioni dei diritti umani e alle ingiustizie commesse dalla giunta militare egiziana contro il proprio popolo”.

Foto: hurriyetdailynews.com

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